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Scuole occupate: la Polizia in borghese fa usare le buone maniere per riportare le giovani zecche dalla mamma



In Italia, le recenti occupazioni dei licei da parte di studenti che manifestano a favore della causa palestinese hanno causato notevoli disagi.  Al contrario, negli Stati Uniti, le forze dell’ordine intervengono tempestivamente per liberare le scuole occupate. Gli agenti, in borghese, si presentano presso le strutture scolastiche e, con professionalità e fermezza, procedono all’allontanamento degli studenti senza ricorrere a misure coercitive eccessive. (VIDEO)



Lunedì riprenderanno le lezioni in diversi licei romani, tra cui il Tasso, il Virgilio e il Manara, dopo giorni di occupazione.  Il preside del liceo classico di via Basilio Bricci ha già annunciato l’avvio della “stima dei danni” all’interno degli edifici scolastici, che saranno addebitati agli studenti occupanti.

Liceo Manara

Il liceo Manara è stato occupato il 20 ottobre in segno di solidarietà con la Palestina. Nel comunicato di uscita, il collettivo Manariota ha espresso la volontà di “ripensare la scuola”, non limitandosi ad aggiungere contenuti aggiuntivi, ma aprendo la didattica ad argomenti di rilevanza immediata, quali la questione palestinese, la violenza di genere e la devastazione ambientale.

Il dirigente scolastico, in una nota pubblicata sul sito dell’istituto, ha comunicato che “si sta procedendo alla stima dei danni imputabili alla presente occupazione, che saranno addebitati agli studenti occupanti, ritenuti responsabili in solido di tutti i danneggiamenti”.

Il Manara era stato occupato anche lo scorso anno, senza causare danni significativi alla struttura scolastica. Le conseguenze erano state più rilevanti sul piano politico, con la Lega che aveva intrapreso una battaglia contro il preside e successivamente aveva effettuato un blitz all’interno della scuola lo scorso febbraio, con atti vandalici e uno striscione contro il collettivo Manariota, accusato di antisemitismo.

L’atmosfera è rimasta tesa anche con l’inizio del nuovo anno scolastico. Nel fine settimana tra il 25 e il 26 settembre, ignoti hanno imbrattato i muri con scritte e simboli neofascisti.

Occupazione conclusa al Tasso e al Virgilio

Al Liceo Virgilio, l’occupazione si è svolta in un clima disteso, con una breve durata e senza particolari tensioni.  Il collettivo ha dichiarato: “Abbiamo instaurato un dialogo costruttivo con la Dirigente Scolastica, concordando l’uscita dalla scuola giovedì 23 ottobre. Le sanzioni previste si limiteranno ad una nota scritta e ad una valutazione di sette in condotta.  Durante l’occupazione, abbiamo profuso un notevole impegno per prevenire eventuali danni alla struttura scolastica, predisponendo comunque un budget per eventuali riparazioni.”

Anche al Liceo Tasso l’occupazione si è conclusa, consentendo il regolare riavvio delle lezioni a partire da domani.  Al Liceo Righi, tuttavia, l’occupazione è ancora in corso.

Al Liceo Newton, l’occupazione si è conclusa martedì 21 ottobre.  Il rientro in classe ha, tuttavia, generato alcune tensioni tra studenti e docenti. Il collettivo Assange ha denunciato che “gli occupanti e gli studenti solidali con l’occupazione hanno subito accuse da parte del corpo docente al rientro delle lezioni. Alcuni studenti sono stati ingiustamente accusati di aver occupato la scuola sulla base di presunte fotografie che ritraevano i loro volti.  Ulteriori accuse riguardano atti di vandalismo, con danni già preesistenti, quali la presa di corrente in agorà, il foro circolare sulla finestra della classe 105 e i lucchetti anti-suicidio installati sulle finestre del terzo piano.”

La situazione al Liceo Morgagni si presenta più complessa. Il tentativo di occupazione è stato impedito da una delegazione composta da docenti, genitori e studenti contrari all’iniziativa. Il collettivo promotore dell’occupazione ha successivamente denunciato di aver subito “atti violenti e intimidatori”, accuse prontamente smentite da insegnanti e Dirigente Scolastico.



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