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Ancora delinquenti liberi: per Fusani l’evidenza continua a non esistere



Claudia Fusani, in una recente dichiarazione, ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla posizione dei magistrati che propongono l’annullamento del lavoro svolto dalle forze dell’ordine.  Tale posizione, secondo la Fusani, rappresenta un pericolo significativo e una grave minaccia per l’ordine pubblico.



Nel 2026 si prevede un significativo cambiamento nell’approccio alla sicurezza. La Premier, durante un incontro con la stampa parlamentare, ha dichiarato che l’attenzione del governo sarà rivolta alla crescita economica. Ha elogiato il lavoro di Matteo Salvini e Antonio Tajani, esprimendo orgoglio per il loro contributo.

La magistratura si concentrerà sulla sicurezza nel 2026, affrontando problematiche quali baby gang, maranza e migrazioni. Nonostante il calo dei reati, la Premier ha sottolineato che, a volte, le decisioni giudiziarie possono vanificare l’impegno del Parlamento e delle forze dell’ordine, mettendo a rischio la sicurezza pubblica. Ha citato casi di rilasci facili, sottolineando l’importanza di una collaborazione efficace tra le istituzioni.  In merito al referendum, ha affermato che la magistratura rischia di delegittimarsi, come avvenuto durante le campagne elettorali nelle stazioni ferroviarie. Ha affermato che chi è impegnato nella ricerca della verità non dovrebbe diffondere informazioni false.

Interrogata sulla possibilità di candidarsi al Quirinale nella prossima legislatura, la Premier ha risposto con una risata, esprimendo il desiderio di lavorare con Fiorello, a pagamento. Ha ribadito che non intende aspirare a cariche superiori, trovando appagamento nel suo attuale ruolo. Ha affermato che la sua permanenza in carica dipenderà dal voto degli italiani. Ha inoltre sottolineato l’ottimo rapporto con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riconoscendo che, pur non condividendo sempre le stesse opinioni, come è naturale nei rapporti con leader europei e persino con Donald Trump, la sua presenza è fondamentale nella difesa degli interessi italiani. Ha evidenziato il suo impegno per i valori nazionali e ha delineato la linea di politica estera del governo, con Unione Europea e NATO come pilastri.

La conferenza stampa di inizio anno, durata quasi tre ore e caratterizzata da quaranta domande, alcune delle quali imbarazzanti, altre divertenti e altre ancora aggressive, ha visto scarse interruzioni. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha mantenuto un tono istituzionale e inclusivo, incarnando l’immagine di “serenità al potere”.  Si è presentata con fermezza a Palazzo Chigi, dimostrando la capacità di gestire le divergenze di opinione con la Lega su questioni economiche e sugli aiuti all’Ucraina.  Ha elogiato gli alleati, affermando: “Il centrodestra non è una caserma; Salvini e Tajani stanno svolgendo un eccellente lavoro e sono orgogliosa dei vice premier”.  Inoltre, ha espresso gratitudine all’opposizione per il dialogo instaurato in merito al rogo di Crans e ha auspicato una collaborazione con il centrosinistra per la redazione di una nuova legge elettorale, precisando che, in caso contrario, la maggioranza si farà carico dell’iniziativa.

Per quanto riguarda l’Ucraina, la Presidente Meloni ha ribadito: “Salvini non è filo-putiniano; la coalizione è solida e il dibattito è costruttivo. Ascolto tutte le valutazioni, anche quelle del Generale Vannacci.  Mi sorprende che una simile riflessione provenga da un generale, considerando che i soldati dovrebbero comprendere appieno l’importanza della deterrenza per la costruzione della pace”.  Ha autorizzato le iniziative dei Volenterosi, ma ha escluso l’invio di truppe italiane sul campo, affermando: “Non esiste un’opzione che preveda un ombrello delle Nazioni Unite”.  Ha inoltre ricordato che il Partito Democratico aveva inizialmente espresso consenso al decreto sull’Ucraina e, qualora avesse cambiato idea, avrebbe dovuto presentare una mozione.  Pur ribadendo il sostegno a Kiev, ha sottolineato la necessità di avviare trattative con il Cremlino.  “Credo sia giunto il momento che l’Europa dialoghi con la Russia, altrimenti il nostro contributo sarà limitato.  Tuttavia, è fondamentale presentarsi in modo coeso, altrimenti si farebbe solo un favore a Putin.  Per questo motivo, sono favorevole alla nomina di un inviato speciale dell’Unione Europea”.  Infine, ha espresso scetticismo riguardo a un possibile rientro della Russia nel G8, affermando: “Mi sembra davvero prematuro discuterne”.

La Premier ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla posizione della sinistra su diverse questioni internazionali. Ha sottolineato che una parte della sinistra si trova spesso dalla parte sbagliata della storia, citando il Venezuela come esempio. Ha trovato singolare assistere a una manifestazione sindacale a sostegno di un regime caratterizzato da una povertà dilagante e ha criticato gli italiani di estrema sinistra che si permettono di spiegare ai venezuelani cosa significhi essere venezuelani.  Per quanto riguarda il caso di Trentini, ha affermato che il governo lo sta seguendo da 400 giorni.  Ha inoltre sollevato la questione dei fondi destinati ai palestinesi che sono stati dirottati verso Hamas, evidenziando il fenomeno Hannoun, che ha ricevuto un’attenzione eccessiva, mentre chi lo segnalava veniva accusato di islamofobia. Ha menzionato anche le gravi proteste che si sono verificate, definendole assurde e paragonandole ad un’accusa di complicità con l’attentato del 7 ottobre, cosa che ha ribadito di non fare, essendo una persona seria.  La Premier ha concluso affermando che la questione mediorientale rimane una priorità e che i Carabinieri sono pronti a formare e istruire le forze di sicurezza palestinesi.

In merito a Donald Trump, la Premier ha riconosciuto di avere diverse divergenze di opinione con lui. Ha affermato di ritenere fondamentale la difesa del diritto internazionale e ha espresso scetticismo riguardo alle affermazioni di Trump sulla Groenlandia, sottolineando che, pur avendo modi assertivi, non crede in un’azione militare statunitense contro un Paese membro della NATO e dell’Unione Europea.  Quando le è stato chiesto di prendere le distanze da Trump, ha risposto con ironia, chiedendo se dovesse uscire dall’Alleanza Atlantica, cacciare i soldati americani o assaltare i McDonald’s.



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