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Un asteroide è transitato vicinissimo alla Terra oggi 8 novembre 2026

La NASA conferma il transito ravvicinato del corpo celeste 2026 VR5, che ha sorvolato il nostro pianeta all’interno dell’orbita lunare senza correre rischi di collisione.



La NASA conferma il transito ravvicinato del corpo celeste 2026 VR5, che ha sorvolato il nostro pianeta all’interno dell’orbita lunare senza correre rischi di collisione.



L’agenzia spaziale statunitense ha confermato che l’asteroide noto come 2026 VR5 ha effettuato un passaggio estremamente ravvicinato al nostro pianeta. L’evento si è verificato nel corso della giornata odierna, domenica 8 novembre 2026, destando grande attenzione tra gli esperti di astronomia e difesa planetaria.

Le rilevazioni tecniche segnalano che il masso roccioso ha raggiunto il massimo avvicinamento al pianeta alle 13:52 UTC, equivalenti alle 14:52 italiane. Durante questo mese è in vigore l’orario del meridiano basato sul Sole.

Distanza ravvicinata e dimensioni del corpo celeste

I calcoli compiuti dagli specialisti stimano una larghezza dell’asteroide tra i 4 e i 9 metri. Il passaggio si è verificato a 0,0019 unità astronomiche dal globo, corrispondenti a 284.000 chilometri. Scomputando il raggio medio terrestre, il sorvolo effettivo risulta pari a 278.000 chilometri.

Questa misura colloca l’episodio tra i passaggi più ravvicinati registrati nell’arco dell’intero anno solare, ben al di sotto della soglia occupata dalla Luna, la cui distanza media si attesta intorno a 384.000 chilometri. Gli scienziati hanno comunque escluso qualsiasi pericolo di impatto con la superficie abitata.

La traiettoria seguita dall’oggetto testimonia la complessità e la dinamicità del sistema solare interno, dove transitano costantemente innumerevoli frammenti rocciosi di varia natura e grandezza. Gli enti di controllo seguono con la massima attenzione queste traiettorie per escludere qualsiasi scenario critico per le aree abitate della Terra.

Sebbene per i parametri umani una distanza di centinaia di migliaia di chilometri possa sembrare ristretta, su scala cosmica rappresenta uno spazio notevole. Tuttavia, il transito all’interno del raggio orbitale lunare giustifica ampiamente l’interesse dimostrato dalla comunità scientifica internazionale.

Velocità di transito e scoperta recente

L’oggetto ha viaggiato alla ragguardevole velocità di 16,1 chilometri al secondo, equivalente a circa 60.000 chilometri orari. I registri del Jet Propulsion Laboratory della NASA indicano che questo frammento risulta il più rapido tra quelli monitorati da oggi fino all’inizio del prossimo anno.

La scoperta di 2026 VR5 risale a ieri, sabato 7 novembre, grazie al lavoro dei telescopi dell’Osservatorio ungherese GINOP-KHK, situato sui Monti Mátra. Le strutture di monitoraggio continuano a scandagliare il cielo per individuare corpi celesti in transito, evidenziando tuttavia i margini ristretti con cui spesso vengono rilevati gli asteroidi in arrivo.

La rapidità di individuazione dimostra l’efficacia dei telescopi dislocati sul territorio europeo, capaci di intercettare corpi minori in tempi brevi prima del loro massimo avvicinamento al pianeta. Gli astronomi sottolineano che simili scoperte offrono dati preziosi per affinare i modelli previsionali e migliorare i protocolli di allerta precoce.

Le stazioni di osservazione collocate in Ungheria e in altre aree del globo costituiscono il pilastro fondamentale della sorveglianza spaziale moderna. Tramite l’uso di strumentazioni ottiche avanzate, i ricercatori riescono a tracciare la rotta dei corpi rocciosi prima che questi completino il loro passaggio ravvicinato attorno alla Terra.

Gli esperti del settore ricordano inoltre che la classificazione ufficiale distingue i corpi celesti in base a rigidi criteri dimensionali e di vicinanza all’orbita terrestre. Elementi di dimensioni ridotte come quello attuale non rientrano nella categoria dei potenziali pericoli su scala globale, pur offrendo importanti opportunità di studio per i ricercatori.

Il monitoraggio costante della volta celeste resta quindi l’unico strumento realmente efficace per comprendere la frequenza di questi passaggi e garantire una conoscenza approfondita della popolazione di asteroidi che solcano lo spazio vicino al nostro mondo.



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