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Con Salvini ai Trasporti, i treni accumulano oltre due anni di ritardi complessivi



I dati relativi ai ritardi dei treni ad alta velocità di Trenitalia nel 2025 evidenziano un problema significativo: 676 giorni di ritardo, che equivalgono a quasi due anni di disservizi nell’ultimo anno. Se si considerano anche le ore di ritardo accumulate negli anni precedenti, specialmente dall’ottobre 2022, quando il governo di Giorgia Meloni si è insediato, il totale supera ampiamente i due anni. Questa situazione è emersa in un’analisi condotta da Europa Radicale e pubblicata da La Stampa, che ha esaminato i dati disponibili sul portale Viaggiaretreno, utile per monitorare l’andamento dei servizi ferroviari.



Nonostante la Rete ferroviaria italiana (Rfi) riporti un miglioramento della puntualità di tre punti percentuali nel 2025, raggiungendo il 77%, i dati sui ritardi raccontano una storia diversa. Infatti, i servizi Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca, che operano sulle linee ad alta velocità, hanno accumulato un ritardo totale di 676 giorni, con una media di circa 10 minuti di ritardo per convoglio.

Alcune tratte specifiche, come quella tra Lecce e Milano o tra Reggio Calabria e Torino, si sono rivelate particolarmente problematiche, con ritardi che superano rispettivamente i 351 e i 305 minuti. Nonostante ciò, Rfi afferma che quasi otto treni su dieci sono arrivati in orario o con un ritardo massimo di dieci minuti rispetto a quanto programmato. Tuttavia, il dossier mette in evidenza che una misurazione della puntualità basata esclusivamente su soglie temporali non riesce a catturare l’impatto reale dei disservizi vissuti dai passeggeri.

Il deputato del Partito Democratico (Pd), Andrea Casu, ha sottolineato che i guasti e i ritardi continuano a persistere, mentre il ministro Matteo Salvini sembra negare la realtà dei fatti. Secondo i parlamentari del Pd in Commissione Trasporti alla Camera, attualmente non ci sono dati ufficiali sui ritardi. “Manca da parte del governo un rendiconto dei minuti di ritardo complessivi,” ha affermato Casu, evidenziando come il governo stia nascondendo disagi e disservizi dietro un calcolo percentuale di puntualità che non riflette la situazione reale. Senza dati certi e precisi, risulta difficile calcolare l’entità dei ritardi.

Recentemente, si sono verificati guasti e inconvenienti tecnici sulla tratta Roma-Firenze, causando forti rallentamenti fino a Bologna. Casu ha commentato che il totale dei minuti di ritardo, che nei primi tre anni di governo Meloni ha già superato i due anni, continua a crescere anche nel 2026, ma il governo non comunica questi dati complessivi, permettendo al ministro Salvini di ignorare la realtà. “I problemi devono essere affrontati, non nascosti. Continueremo a chiedere conto al governo di tutte le ore di ritardo e dei disagi che puntualmente li accompagnano,” ha dichiarato Casu.

In risposta a questa situazione, il Pd ha presentato un’interrogazione al ministro Salvini. Dalla rilevazione dei dati pubblicamente disponibili, è emerso che nei soli 30 giorni precedenti alla conferenza stampa di presentazione del Piano Strategico 2025-2029, si sono registrati circa 800.000 minuti di ritardo complessivi sulla rete ferroviaria nazionale, un dato che mette in luce gravi criticità in termini di regolarità e continuità del servizio.

Di conseguenza, il Pd ha chiesto la pubblicazione dei dati complessivi sui minuti accumulati sull’intera rete ferroviaria nazionale nel 2025 e nei quattro anni precedenti, dall’inizio del governo Meloni. Inoltre, si richiede di chiarire le modalità di rilevazione, consolidamento e certificazione di tali dati e se includano tutti i servizi ferroviari passeggeri, in particolare quelli a lunga percorrenza e ad alta velocità. Infine, il Pd ha proposto di promuovere, in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, la pubblicazione periodica e accessibile dei dati complessivi sui minuti di ritardo, anche con cadenza quotidiana, attraverso i canali ufficiali di comunicazione.



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