Recentemente, la notizia di una giovane attrice colpita da insufficienza renale terminale prima dei 30 anni ha scioccato molte persone. Secondo gli esperti, l’insufficienza renale sta colpendo fasce d’età sempre più giovani.
Un altro caso tipico riguarda un giovane nato nel 1994, falegname ad Hanoi, in Vietnam. In precedenza era completamente sano, ma dopo un periodo di stanchezza prolungata ha deciso di sottoporsi a controlli medici. I risultati hanno rivelato un’insufficienza renale terminale. Il medico ha spiegato che il paziente sta assumendo farmaci per preservare la funzione renale residua, ma la probabilità di dover ricorrere a dialisi periodica in futuro è molto alta.
Un altro caso riguarda uno studente universitario del secondo anno, poco più che ventenne. Era in buona salute, ma è improvvisamente svenuto; portato al pronto soccorso, gli è stata diagnosticata un’insufficienza renale terminale. Il giovane ha riferito di fare spesso le ore piccole, mangiare fast food e non praticare attività fisica.
2 abitudini che aumentano il rischio di insufficienza renale nei giovani
In passato, l’insufficienza renale era considerata una malattia tipica degli anziani. Oggi, però, diversi fattori stanno contribuendo a un rapido “ringiovanimento” della patologia. Secondo i medici, dall’esperienza clinica emergono due principali fattori di rischio nei giovani:
– Alimentazione squilibrata:
Consumare regolarmente quantità eccessive di proteine può aumentare i livelli di acido urico, favorendo la comparsa di gotta e la formazione di calcoli renali. Questi problemi possono danneggiare il sistema urinario e, nel tempo, portare all’insufficienza renale.
– Mancanza di attività fisica:
Uno stile di vita poco sano e sedentario può causare aumento di peso e disturbi metabolici, fattori di base che contribuiscono al danno renale.
Non aspettare i sintomi per andare dal medico
Secondo gli specialisti, molti giovani si rivolgono al medico solo quando compaiono sintomi gravi e i reni sono già compromessi, rendendo necessaria la dialisi. La diagnosi precoce è difficile perché, nelle fasi iniziali, la malattia renale progredisce in modo silenzioso, senza sintomi evidenti.
Quando compaiono manifestazioni cliniche, spesso la malattia è già in fase avanzata. Inoltre, i primi segnali possono essere facilmente confusi con altre patologie, come:
- Gonfiore e perdita di appetito (scambiati per problemi digestivi)
- Vertigini e capogiri (confusi con anemia)
Per questo motivo, il modo migliore per individuare precocemente una malattia renale è sottoporsi a controlli medici regolari ogni 6 mesi. Anche i giovani che si sentono in salute non dovrebbero trascurare gli esami periodici.
Prevenzione
Per prevenire le malattie renali, i medici raccomandano di:
- Seguire uno stile di vita sano
- Mantenere un’alimentazione equilibrata
- Controllare il peso corporeo
- Aumentare l’attività fisica
La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali per proteggere la salute dei reni nel lungo periodo.



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