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Due uomini venezuelani vittime di un’aggressione in piazza; scatta la critica verso esponenti della CGIL



I membri della CGIL hanno tentato di fornire un’istruzione sul regime di Maduro a dei cittadini venezuelani fuggiti dal loro paese, ma l’iniziativa non ha avuto il successo sperato.  L’episodio ha suscitato diverse critiche. (VIDEO)



Un gruppo di esuli venezuelani ha tentato di esprimere il proprio punto di vista, ma ha incontrato un cartello strappato e l’invito a lasciare Piazza Barberini.  Circa duecento persone si sono radunate sotto la pioggia in Piazza Barberini per manifestare contro l’operazione militare statunitense in Venezuela, che ha portato all’arresto e al trasferimento negli Stati Uniti del Presidente Nicolas Maduro.  Organizzazioni come la Cgil, l’Anpi, Stop Rearm Europe e altre hanno partecipato alla manifestazione, con Raffaele Bolini che ha denunciato “un disegno molto lucido e razionale, ovvero il ritorno alle monarchie assolute dove il re ha il potere di fare tutto ciò che vuole”. Bolini ha inoltre affermato: “Siamo di fronte a un atto di assoluta illegalità internazionale. È abominevole il fatto che si dica apertamente che si è andati in Venezuela per prendersi il petrolio”. Gianluca Peciola della Rete No DL Sicurezza Roma ha aggiunto: “Si dice ‘ma Maduro è un dittatore’. Se noi usiamo questa regola per tutte le dittature con i più potenti che sequestrano i dittatori, salta il diritto internazionale e andiamo verso la guerra mondiale”.

Durante l’inizio della manifestazione, un gruppo di giovani esuli venezuelani è giunto in Piazza Barberini.  L’accoglienza da parte dei manifestanti non è stata calorosa: un cartello è stato strappato e sono stati invitati a lasciare la piazza. I giovani hanno tentato di esprimere il proprio punto di vista, ma sono stati costretti a desistere.  Hanno dichiarato: “Non ci potete parlare di diritti umani, in Italia si svolgono elezioni libere da noi, no, da noi non puoi neanche parlare. Golpe Usa? È più importante il risultato”.



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