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È un giovane campione di boxe il 17enne fermato per l’omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa Carrara



Il ragazzo di 17 anni fermato dai carabinieri con l’accusa di concorso in omicidio aggravato dai futili motivi per la morte di Giacomo Bongiorni viene indicato come una giovane promessa della boxe toscana. Lo studente, bloccato domenica scorsa a Massa, sarebbe coinvolto nell’aggressione avvenuta in piazza Palma, dove il carpentiere di 47 anni ha perso la vita sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 12 anni.



Secondo la ricostruzione finora emersa, il minorenne avrebbe sferrato il pugno che avrebbe provocato la caduta di Giacomo Bongiorni durante la violenta lite scoppiata nella notte tra sabato e domenica. La vicenda è ora al centro di un’indagine che coinvolge anche due giovani maggiorenni, arrestati con la stessa accusa: Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduardo Alin Carutasu, 19 anni.

Dopo il fermo, il 17enne è stato ascoltato dai magistrati della Procura per i minorenni di Genova. Al termine dell’interrogatorio, è stato disposto il suo collocamento in una comunità. Nel corso del confronto con i magistrati, il ragazzo avrebbe riferito di aver ricevuto una «testata sul naso da Bongiorni». Si tratta di una circostanza che gli investigatori stanno cercando di verificare attraverso l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere di sicurezza che hanno ripreso parte della scena.

L’attività sportiva del giovane è uno degli elementi emersi nelle ore successive al fermo. Nella categoria dei 52 chili, il minorenne aveva collezionato diversi incontri e risultati positivi, fino a raggiungere la semifinale dei campionati giovanili italiani di boxe. Nel 2023 aveva anche conquistato un torneo ritenuto significativo, al termine di un confronto definito «dopo un match equilibrato e tattico». Un profilo sportivo che gli aveva dato visibilità nell’ambiente pugilistico locale e regionale.

Il ragazzo aveva fatto parte della Pugilistica Massese, anche se il rapporto con la società si era interrotto nel 2023. A ricordarlo è stato Gionatan Morabito, uno dei responsabili del club, che ha spiegato come il giovane non facesse più parte dell’associazione da tempo. Le sue parole sono state nette: «Da tre anni non era più nella nostra società. Noi l’avevamo richiamato per capire come mai non voleva venire ma lui ci aveva risposto che non se la sentiva. Se avesse continuato a fare pugilato questo non sarebbe successo perché noi insegniamo la correttezza e il rispetto. Non la violenza». La stessa società ha inoltre promosso sulla propria pagina Facebook la partecipazione alla fiaccolata organizzata martedì sera in memoria di Giacomo Bongiorni.

Nel luglio del 2022 il giovane aveva preso parte anche al memoriale «Samuele Morabito», manifestazione dedicata all’atleta della Pugilistica Massese scomparso a 22 anni dopo una grave malattia, evento ospitato a Marina di Massa. Questo dettaglio conferma il radicamento del minorenne nel contesto sportivo cittadino, ben prima dei fatti su cui oggi si concentrano gli accertamenti giudiziari.

La ricostruzione dell’aggressione è ancora oggetto di approfondimenti, ma secondo quanto emerso il gruppo composto dal minorenne e dai due giovani di 19 e 23 anni sarebbe stato coinvolto in una discussione nata da un rimprovero. A rivolgerlo sarebbe stato Gabriele Tognocchi, cognato di Giacomo Bongiorni, dopo aver visto alcuni ragazzi lanciare bottiglie e bicchieri. Da quel momento sarebbe scoppiata una lite, degenerata in una colluttazione.

In base agli elementi raccolti dagli inquirenti, il primo scontro fisico avrebbe coinvolto proprio Gabriele Tognocchi e il 17enne, che «avrebbe scambiato pugni» con lui. Successivamente sarebbero intervenuti anche i due maggiorenni. Secondo la ricostruzione investigativa, Ionut Alexandru Miron avrebbe bloccato il cognato di Bongiorni «per renderlo inoffensivo», mentre Eduardo Alin Carutasu «lo colpiva con pugni».

A quel punto sarebbe intervenuto Giacomo Bongiorni, entrando direttamente nello scontro. È in questa fase che, secondo la versione riferita dal minorenne, la vittima gli avrebbe sferrato la testata al naso. Poco dopo, il 17enne avrebbe reagito colpendo Bongiorni con un pugno al volto. Il 47enne sarebbe caduto a terra in seguito al colpo ricevuto. La sequenza, sempre secondo quanto ricostruito finora, non si sarebbe però fermata lì.

Gli inquirenti riferiscono infatti che subito dopo sarebbe partito un altro colpo in faccia alla vittima. In un secondo momento, i due maggiorenni si sarebbero avvicinati a Bongiorni ormai a terra e uno dei due gli avrebbe inferto «un calcio in pieno viso». Dopo l’aggressione, culminata con la morte del 47enne, i tre giovani si sarebbero allontanati dal luogo dei fatti.

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