Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato ieri all’interno dell’Istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia, non ce l’ha fatta. Dopo ore di lotta tra la vita e la morte, il 19enne è deceduto a causa delle ferite riportate durante un’aggressione avvenuta in aula. L’aggressore, Zouhair Atif, un marocchino di 19 anni residente ad Arcola e compagno di scuola di Youssef, è stato arrestato con l’accusa di omicidio.
La dinamica dell’aggressione sta emergendo attraverso le testimonianze raccolte dagli inquirenti. Secondo le prime ricostruzioni, il conflitto è iniziato durante un cambio d’ora nei bagni del secondo piano della scuola. Inizialmente, ci sono state minacce e uno scambio acceso di accuse tra i due ragazzi. La situazione è rapidamente degenerata quando Atif ha estratto un coltello dal suo zaino. Youssef, percependo il pericolo, ha tentato di fuggire verso la sua classe, ma non è riuscito a scappare in tempo. È stato raggiunto proprio davanti alla porta e colpito con un fendente violento sotto il costato. Il colpo ha lacerato il fegato di Youssef, provocando un’emorragia massiccia. Il giovane è crollato a terra, ancora cosciente, mentre il sangue si allargava sul pavimento.
Un’insegnante presente ha tentato di tamponare la ferita in attesa dei soccorsi. Nel frattempo, un docente è intervenuto, fermando Atif e disarmandolo, intimandogli di rimanere sul posto fino all’arrivo delle forze dell’ordine e dei soccorsi. Secondo quanto riportato, dopo aver accoltellato Youssef, Atif si sarebbe seduto e avrebbe riso, un comportamento che ha suscitato shock tra gli studenti presenti. Quando è arrivata l’ambulanza, le condizioni di Youssef erano già disperate. La corsa contro il tempo per salvargli la vita è iniziata, ma purtroppo è terminata poche ore dopo in ospedale.
Le indagini proseguono e gli inquirenti stanno raccogliendo ulteriori testimonianze per comprendere il contesto in cui è avvenuto questo gesto estremo. Tra i ragazzi riuniti fuori dall’ospedale, alcuni hanno riferito che il conflitto potrebbe essere stato innescato da un dissidio sentimentale avvenuto nei giorni precedenti. “Volevo ucciderlo, non doveva permettersi di mettere sui social una foto con la mia ragazza,” avrebbe dichiarato Zouhair Atif durante l’interrogatorio. Questa affermazione è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno analizzando i telefoni cellulari dei coinvolti per ricostruire gli eventi che hanno portato alla rissa.
In aggiunta, la polizia scientifica ha prelevato il coltello da cucina utilizzato durante l’aggressione, che si presume Atif avesse portato con sé dall’esterno. Le autorità stanno lavorando per identificare eventuali altri minorenni coinvolti nella rissa e per accertare la responsabilità di ciascun partecipante.
Questo tragico evento ha sconvolto la comunità di La Spezia, sollevando interrogativi sulla sicurezza nelle scuole e sulla gestione dei conflitti tra giovani. Le istituzioni locali stanno ora affrontando la questione della violenza giovanile, con l’obiettivo di prevenire episodi simili in futuro. La morte di Youssef Abanoub rappresenta una grave perdita per la sua famiglia e per tutti coloro che lo conoscevano, lasciando un vuoto incolmabile nelle vite di chi lo amava.



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