Secondo la ricostruzione, l’ingresso degli individui malintenzionati sarebbe stato prontamente rilevato dal proprietario dell’immobile. Ne sarebbe conseguita una colluttazione di notevole intensità, durante la quale il signor Rivolta sarebbe stato colpito con calci e pugni. In tale contesto, il giovane avrebbe impugnato un coltello, ferendo uno degli aggressori. Il signor Adamo Massa, residente in un campo nomadi a Torino e giunto a Lonate Pozzolo per quella che viene definita una “trasferta”, è successivamente deceduto a seguito del ricovero ospedaliero.
L’episodio è attualmente oggetto di indagini, volte a chiarire con precisione la dinamica dei fatti e a stabilire se si tratti di legittima difesa o di un eccesso nell’uso della forza. Mentre la magistratura svolge le proprie indagini, la comunità locale ha già espresso un giudizio netto.
Davanti alla villetta, nelle ore successive all’accaduto, si sono radunati conoscenti, passanti e curiosi. Le espressioni utilizzate sono di forte critica, cariche di un risentimento che supera il singolo episodio di cronaca. Molti riferiscono di furti frequenti, di allarmi sociali ignorati e di una situazione che da tempo avrebbe superato il limite della tollerabilità.
Alcuni difendono apertamente il signor Rivolta, definendolo un individuo che ha reagito per sopravvivere.
Altri utilizzano toni ancora più accesi, manifestando una rabbia che si riversa anche contro i giornalisti presenti sul luogo dell’accaduto.
Espressioni aggressive e minacciose testimoniano un clima emotivo altamente teso, alimentato dalla convinzione che quanto accaduto sia il risultato di un progressivo degrado della sicurezza locale.
#Varese 200 “Sinti” devastano un ospedale perché un bandito pluripregiudicato della loro etnia c’è rimasto secco, dato che la vittima, un ricercatore di 33 anni, si è ribellata e durante una colluttazione l’ha colpito con un coltello (👏👏) con grande coraggio, all’interno della… pic.twitter.com/dwdUzvuZ6a
— Dave Pollak ᓚᘏᗢ 🇧🇹 (@DavePollak4) January 15, 2026



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