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Lutto nel Milan e nel calcio italiano: addio a Paolo Ferrario, unico rossonero con una tripletta in Coppa dei Campioni



Il calcio italiano è in lutto per la scomparsa di una figura di spicco che ha segnato diverse generazioni con la sua discrezione, competenza e umanità. La notizia, diffusa con riservatezza, ha rapidamente raggiunto addetti ai lavori, tifosi e appassionati.



I primi ricordi riguardano la sua carriera calcistica, iniziata nel settore giovanile del Milan, dove ha dimostrato precoci doti, esordendo giovanissimo con la prima squadra. A soli 20 anni, ha realizzato una tripletta in Coppa dei Campioni, record ancora imbattuto nel club rossonero, che lo ha consacrato tra le promesse più brillanti del calcio nazionale, al fianco di Gianni Rivera, simbolo di un’epoca irripetibile.

Dopo il ritiro dall’attività agonistica, la sua passione per il calcio si è concretizzata in una lunga e prestigiosa carriera da allenatore, ricoprendo ruoli di rilievo in numerosi club italiani.  Il suo percorso professionale è stato caratterizzato da esperienze in diverse piazze, categorie impegnative e stagioni intense, affrontate sempre con professionalità e uno stile diretto, capace di lasciare un’impronta umana oltre che tecnica.  È in questo momento che il suo nome riaffiora nella memoria collettiva.

Si tratta di Paolo Ferrario, noto a tutti come “Ciapina”, scomparso all’età di 83 anni a Cesenatico, città in cui risiedeva da molti anni.  Affetto da malattia da diversi mesi, Ferrario è deceduto martedì scorso, ma la notizia è stata diffusa solo nelle ultime ore. I figli Raffaele, Niki e Renzo hanno comunicato che il padre è stato sepolto nel cimitero della città romagnola, optando per un commiato riservato e lontano dai riflettori.

Tra le tappe più significative della carriera professionale di Paolo Ferrario, tecnico di calcio di grande esperienza, si annovera l’incarico presso l’A.C. Trento 1921, club che ha guidato per tre stagioni, dal 1986 al 1988 e successivamente nell’annata 1990-1991.  In particolare, la stagione 1987-1988 rappresenta un momento di particolare rilevanza nella storia del club gialloblù: Ferrario ha stabilito il record di punti nell’era dei due punti a vittoria, portando il Trento al settimo posto in Serie C1, il miglior risultato di sempre nella storia del club, eguagliato soltanto nella scorsa stagione dalla squadra allenata da Luca Tabbiani.

Nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera, Ferrario ha ricoperto il ruolo di allenatore presso diverse società calcistiche, tra cui Messina, Brescia (dove nella stagione 1996-1997 ha guidato la squadra Primavera e nell’anno successivo ha assunto la guida della prima squadra subentrando a Materazzi), Cesena, Venezia, Ospitaletto, Ravenna, Triestina, Rimini e Olbia.  In ogni contesto, Ferrario ha saputo instaurare rapporti solidi e duraturi, lasciando il ricordo di un uomo schietto, preparato e profondamente legato ai valori dello sport.

L’A.C. Trento 1921 ha voluto ricordare con un messaggio ufficiale pubblicato sui propri canali di comunicazione non solo la competenza calcistica di Ferrario, ma anche le sue qualità umane e la grande simpatia che lo rendevano una figura amata e rispettata in città.  Il club ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia Ferrario per la scomparsa di Paolo, storico allenatore gialloblù, soprannominato “Ciapina”.  Ferrario ha ricoperto il ruolo di tecnico del Trento in più campionati, guidando gli aquilotti nelle stagioni 1986-1987, 1987-1988, annata in cui ha stabilito il record di punti nell’era dei due punti per vittoria, e 1990-1991, collezionando complessivamente oltre 90 panchine alla guida della prima squadra.  Il suo percorso professionale è stato contraddistinto da professionalità, competenza e un profondo attaccamento ai colori gialloblù.



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