La polizia non è l’Ice e Fakir non e’ George Floyd. Per queste mistificazioni poi la gente s’incazza – giornali, politica e magistratura ora si devono occupare della morte di abderrahim fakir – il 42enne marocchino era fuori controllo: aveva preso a calci e a testate le serrande dei garage, aveva bloccato un’auto saltando sul cofano e inveito contro il conducente (e non si esclude che le ferite al volto se le sia procurate cosi’):
Gli agenti sono intervenuti con una manovra “Standard”, dice la procura.
Fakir ha si è scagliato contro i due agenti, ha cercato di colpirli persino a morsi e per renderlo inoffensivo, i poliziotti hanno usato lo spray urticante e lo hanno immobilizzato in posizione prona.
I residenti, che hanno assistito alla scena, hanno confermato il corretto comportamento degli agenti.
Ora due poliziotti e quattro sanitari, per aver fatto il loro dovere, si ritrovano indagate dalla procura di bologna per la morte dell’esagitato fakir
Bologna, prima “azzanna” gli agenti, poi… la verità sugli ultimi 38 minuti di Fakir
Domenica mattina, nel cortile di un palazzo di via Italo Svevo a Bologna, si è consumata la vicenda che ha portato alla morte del 42enne marocchino Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia.
Secondo i residenti, l’uomo era una presenza abituale nella zona e quella mattina è stato visto fin dalle 9.30 mentre urlava frasi come “aiuto, chiamate un’ambulanza, la polizia”. In seguito, come riporta ilCorriere, si è seduto sulle scale di un giardinetto e si è sdraiato a terra.
Con il passare delle ore il suo comportamento è apparso sempre più agitato. Diverse persone hanno chiamato i numeri di emergenza dopo averlo visto colpire con testate e calci le porte dei garage, mentre continuava a gridare che qualcuno voleva ucciderlo. La volante della polizia è arrivata alle 12.15, seguita da un’ambulanza inviata con codice verde.
Durante l’intervento, Fakir ha reagito con violenza contro i due agenti: ha cercato di aggredirli e li ha colpiti anche a morsi, rendendo necessario l’uso dello spray urticante e l’immobilizzazione in posizione prona per consentire di bloccarlo in sicurezza. Solo dopo che le forze dell’ordine hanno dato il via libera, i volontari della Croce Rossa hanno potuto avvicinarsi e iniziare le manovre di rianimazione, come previsto dalle procedure operative.
Alle 12.36 è stato richiesto l’intervento di un’automedica, giunta pochi minuti dopo dall’ospedale Maggiore. Il medico ha constatato il decesso di Fakir alle 12.53.
L’Ausl di Bologna ha dichiarato che l’invio dei mezzi di soccorso è avvenuto nel rispetto delle procedure e dei tempi previsti, avviando comunque un audit interno per analizzare l’accaduto.



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