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Paolo Mendico morto suicida a 14 anni a Latina, preside sospesa. Il papà: “Per me andava licenziata”



Giuseppe Mendico, padre di Paolo Mendico, non riesce a contenere la sua rabbia dopo aver appreso che la dirigente della scuola “Pacinotti”, frequentata dal figlio nella sede staccata di Santi Cosma e Damiano, ha ricevuto solo tre giorni di sospensione. Paolo, un ragazzo di 14 anni, è tragicamente morto a causa di atti di bullismo che, secondo il padre, sono stati ignorati dalla scuola, nonostante le numerose segnalazioni fatte dalla famiglia. “E’ assurdo, solo tre giorni di sospensione, stiamo scherzando? Ma quanto vale la vita di mio figlio?” ha dichiarato Giuseppe, visibilmente deluso dalla decisione.



Mendico ha aggiunto: “Secondo me la dirigente andava licenziata, questa sarebbe stata la decisione più giusta. Io ho perso un figlio, sia chiaro a tutti. Non è successo qualcosa di poco grave, è morto un ragazzo di 14 anni per colpa del bullismo che è stato completamente ignorato in quella scuola.” La sua amarezza è palpabile, soprattutto per la quantificazione della sospensione, che considera inadeguata rispetto alla gravità della situazione: “La vita di mio figlio vale tre giorni di sospensione?”

Secondo le normative vigenti, i provvedimenti disciplinari per un dirigente scolastico possono variare da una multa a una sospensione di tre giorni fino al licenziamento. Nel caso della dirigente Gina Antonetti, è stata scelta la sanzione minima. Giuseppe ha commentato: “L’unica cosa di cui siamo soddisfatti, per così dire, è il fatto che questa sospensione, seppur blanda, è un messaggio chiaro, significa che ci sono state delle responsabilità nella gestione di questa vicenda.” Tuttavia, il padre si chiede se altre persone coinvolte nella situazione siano state sanzionate. “Perché noi con la dirigente non abbiamo mai parlato? I nostri incontri avvenivano sempre con la vicepreside, a lei abbiamo raccontato tutto ciò che accadeva a Paolo.”

Le domande di Mendico sono molte: “Cosa facevano i bulli? Perché non ci sono provvedimenti per la vicepreside o altre persone che hanno avuto un ruolo in questa storia? Quanto altro tempo dobbiamo ancora aspettare per avere delle risposte adeguate?” L’assenza di azioni concrete nei confronti di altri membri del personale scolastico solleva ulteriori interrogativi sulla gestione della situazione.

Il provvedimento a carico della dirigente Gina Antonetti è stato eseguito nei giorni scorsi, rappresentando la prima sanzione adottata dopo gli accertamenti effettuati dagli ispettori inviati dal ministro Giuseppe Valditara. Tuttavia, non è detto che sia l’unico provvedimento, poiché le indagini hanno coinvolto anche altre figure all’interno dell’istituto. Le critiche alla sospensione non tardano ad arrivare, in particolare da parte di Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici di Flc Cgil, che ha commentato: “Un esito che dimostra quanto fosse fondato il nostro timore di una gestione sbagliata dell’intera vicenda da parte del Ministero.”

Secondo Fanfarillo, il Ministero ha concentrato l’attenzione sulla ricerca di un colpevole, piuttosto che affrontare le responsabilità più ampie. “Ne è prova lampante la decisione di avviare la contestazione ancor prima dell’inizio dell’indagine ispettiva,” ha aggiunto, sottolineando che ciò potrebbe compromettere l’imparzialità delle indagini.

Le inchieste in corso sono due: una condotta dalla Procura di Cassino per istigazione al suicidio e l’altra dalla Procura dei Minori di Roma, che sta esaminando la posizione dei compagni di Paolo indicati come bulli. Le analisi sui diari di Paolo stanno portando alla luce pesanti disagi e contrasti, anche con alcuni insegnanti, che potrebbero aver contribuito alla sua tragica situazione.



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