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Roma, Luca e Valentina morti con la piccola Bianca, il messaggio degli amici: “Con la disabilità nessuna famiglia deve essere lasciata sola”



Proseguono le indagini sulla morte di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della figlia Bianca a Roma. Gli amici ricordano la famiglia con messaggi sui social.



La morte di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della loro figlia Bianca, di cinque anni, ha suscitato profondo cordoglio a Roma, in particolare nel quartiere di Pietralata, dove la famiglia viveva. Dopo il ritrovamento dei tre corpi all’interno dell’abitazione, gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto avvenuto, mentre amici e conoscenti hanno affidato ai social i loro ricordi.

I corpi sono stati scoperti intorno alle 13 di lunedì 31 agosto nella camera da letto della casa. Valentina Pambianco e la bambina si trovavano sul materasso, mentre Luca Abbasciano era a terra. Nella stanza è stato trovato senza vita anche Theo, il cane della famiglia.

Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della compagnia di Montesacro. Uno dei principali aspetti ancora da chiarire riguarda chi abbia materialmente utilizzato l’arma. La disposizione dei corpi e gli elementi raccolti finora avrebbero indirizzato gli investigatori verso l’ipotesi che a sparare possa essere stato Abbasciano, che sarebbe stato l’ultimo a morire. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione investigativa che dovrà essere confermata dagli ulteriori accertamenti.

Al centro delle verifiche c’è anche la pistola trovata nell’abitazione, una Glock acquistata dal 42enne alcuni mesi prima. L’uomo aveva un titolo che gli consentiva la detenzione dell’arma, ma non il porto. Gli investigatori stanno cercando di comprendere anche le ragioni dell’acquisto e se possano avere un collegamento con quanto accaduto.

Secondo quanto raccontato da un vicino, Abbasciano non avrebbe avuto una particolare passione per le armi e sarebbe stato contrario anche alla caccia. Proprio per questo motivo gli inquirenti dovranno approfondire le circostanze nelle quali era maturata la decisione di acquistare la pistola. Ogni conclusione sulle intenzioni dell’uomo resta subordinata agli esiti dell’indagine.

Un altro elemento importante è rappresentato dai documenti rinvenuti all’interno della casa. Gli investigatori avrebbero trovato circa una dozzina di lettere destinate ai familiari, contenenti spiegazioni e indicazioni sulle ultime volontà della coppia.

Tra le frasi che emergerebbero dalle missive ci sarebbe “Scusate ma non ce la facciamo più”. Il contenuto completo delle lettere potrà contribuire alla ricostruzione delle ore precedenti alla morte e del contesto nel quale è maturata la tragedia.

Luca Abbasciano e Valentina Pambianco erano diventati genitori di Bianca quasi sei anni fa. La bambina era nata prematuramente, al settimo mese di gravidanza, e presentava una grave disabilità. I genitori si erano occupati costantemente delle sue necessità, seguendo percorsi sanitari e assistenziali.

La famiglia era in contatto con strutture ospedaliere e servizi sociali e, nel corso degli anni, aveva conosciuto altri genitori impegnati in percorsi simili. Le informazioni emerse dopo la tragedia descrivono una coppia inserita in una rete di relazioni familiari e amicali, non isolata dal punto di vista sociale.

Proprio dalle persone conosciute durante il percorso legato alla disabilità della figlia sono arrivati alcuni dei messaggi più intensi dopo la notizia della morte. Una cara amica della coppia ha ricordato sui social gli anni trascorsi insieme e il rapporto costruito attraverso l’esperienza comune vissuta con le rispettive figlie.

“Ci siamo conosciuti facendo lo stesso percorso con le nostre figlie, abbiamo trascorso giorni oltreoceano, poi la nostra amicizia è continuata in Italia. Ci sentivamo spesso con messaggi, videochiamate e telefonate. Mi venivate a prendere alla stazione ogni volta che venivo a Roma, anche solo per vederci e stare insieme 5 minuti”, ha scritto.

Nel suo ricordo, la donna ha raccontato anche di avere avuto un contatto con Valentina Pambianco pochi giorni prima della tragedia. Le due famiglie avevano condiviso progetti e viaggi e continuavano a mantenere un rapporto frequente nonostante la distanza.

“Ci siamo sentite venerdì, eravamo in partenza per il rientro con una sosta a Madrid, un viaggio che stavamo organizzando insieme e che non siamo riusciti a fare. Ti ho scritto per dirti che eravamo arrivati nella città che tanto ti piaceva ma che non sopportavi per il troppo caldo, a quel messaggio non ho avuto risposta”, prosegue il messaggio.

Il mancato arrivo di una risposta aveva inizialmente sorpreso l’amica, abituata a comunicazioni frequenti con la coppia. Soltanto successivamente, attraverso i social, avrebbe appreso quanto era accaduto nell’abitazione di Pietralata.

“Oggi mi sono chiesta come mai, non era da voi non rispondere in tempi brevi. Ti ho riscritta ma comunque il messaggio non ti è arrivato. Apro i social e leggo la storia di una famiglia dove c’è stata una fine indescrivibile. Non voglio crederci, ma purtroppo la triste realtà è questa: siete volati in cielo insieme”, ha scritto ancora.

Nel messaggio trova spazio anche un richiamo alla necessità di sostenere le famiglie che quotidianamente affrontano le difficoltà legate alla presenza di una grave disabilità. “È insopportabile il dolore che vi portava dentro, ma è indescrivibile ciò che è successo, non ci sono parole. Ci stringiamo al dolore della vostra famiglia. Un abbraccio immenso fin lassù in Paradiso. Nessuno deve sentirsi solo quando c’è una disabilità in famiglia”, conclude l’amica.

Il contesto familiare e assistenziale sarà uno degli elementi che potranno essere approfonditi per comprendere quanto avvenuto. La presenza di una rete di supporto, infatti, non consente da sola di ricostruire le condizioni personali e psicologiche della coppia nelle settimane e nei giorni precedenti alla tragedia.

Restano inoltre da definire con certezza la sequenza delle morti e il momento esatto in cui sono avvenute. Gli investigatori ipotizzano che i fatti possano risalire alla sera precedente al ritrovamento, ma saranno gli accertamenti tecnici e medico-legali a fornire indicazioni più precise.

Le indagini dovranno quindi mettere insieme gli esiti degli esami sui corpi, gli accertamenti sull’arma, il contenuto delle lettere e ogni altro elemento raccolto nell’abitazione. Solo al termine di queste verifiche sarà possibile delineare in maniera definitiva la dinamica di quanto accaduto nella casa di Pietralata.

Intanto, mentre prosegue il lavoro dei carabinieri, resta il dolore di parenti, amici e conoscenti di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della piccola Bianca. Una famiglia ricordata da chi l’aveva frequentata attraverso esperienze condivise, telefonate, incontri e viaggi, ora al centro di una tragedia che ha colpito l’intera comunità di Roma.

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