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Si lancia dal balcone per fuggire dal marito che tenta di ucciderla. Il giudice: “Era una prostituta, non è femminicidio”



L’8 gennaio, un uomo di 65 anni ha tentato di uccidere la moglie a Imperia, utilizzando forbici e un coltello. La vittima, una brasiliana di 44 anni, è riuscita a salvarsi gettandosi dal balcone per sfuggire alla furia del marito. Nonostante le gravi ferite riportate, la donna è sopravvissuta all’aggressione, mentre il pubblico ministero ha accusato il marito di tentato femminicidio. Tuttavia, il giudice Massimiliano Botti ha derubricato l’accusa a tentato omicidio, ritenendo che non sussistessero le condizioni per configurare il reato di femminicidio.



Secondo il giudice, l’aggravante del femminicidio non era applicabile poiché l’atto non sarebbe stato motivato da odio, discriminazione o possesso nei confronti della donna, ma piuttosto dal fatto che l’uomo avesse scoperto che la moglie si prostituiva. Questa interpretazione ha suscitato un ampio dibattito sull’applicazione della legge sul femminicidio, la legge 181 del 2 dicembre 2025, che mira a proteggere le donne da atti violenti.

Nell’ordinanza, il giudice ha affermato: “Appare dubbio che l’esercizio della prostituzione da parte della vittima costituisca espressione di una libertà individuale, tenuto conto che, in costanza del rapporto di matrimonio, i coniugi sono tenuti ad obblighi di rispetto e fedeltà reciproci”. Inoltre, ha riportato che l’indagato ha dichiarato agli agenti di polizia di aver aggredito la moglie proprio perché aveva scoperto la sua attività di prostituzione. Il giudice ha concluso che non vi è evidenza che la lite fosse motivata da odio discriminatorio nei confronti della moglie.

Il 65enne, difeso dall’avvocato Alberto Pezzini, è stato arrestato giovedì scorso e attualmente si trova in carcere. Il giudice ha ritenuto che ci sia un pericolo di reiterazione del reato, considerando la violenza mostrata durante l’aggressione e l’atteggiamento cinico del marito, come riferito da alcuni testimoni, nei confronti della moglie dopo la sua caduta dal balcone.

La vittima è attualmente ricoverata in prognosi riservata presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Sebbene le sue condizioni siano gravi, la donna è fuori pericolo di vita. È in attesa di un intervento chirurgico per le lesioni alla colonna vertebrale subite durante la caduta.

La sentenza ha scatenato reazioni contrastanti tra esperti e attivisti contro la violenza di genere, sollevando interrogativi sulla definizione di femminicidio e sulle implicazioni legali legate a tali crimini. Molti sostengono che l’interpretazione del giudice possa minare gli sforzi per combattere la violenza contro le donne, in particolare quando si tratta di situazioni in cui la vittima ha un passato di prostituzione.

Attivisti e organizzazioni per i diritti delle donne hanno espresso preoccupazione per il fatto che questa decisione possa inviare un messaggio sbagliato, sottolineando l’importanza di riconoscere il femminicidio come un crimine motivato da dinamiche di potere e controllo, indipendentemente dalle circostanze specifiche del caso. La questione della prostituzione e della sua percezione all’interno del matrimonio è un tema delicato che continua a generare dibattiti e divisioni.



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