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Sono una donna sposata, di mezza età, e sono stanca. Stanca di essere vista come un bersaglio da uomini predatori



Credevo che, arrivata ai quarant’anni e con quasi vent’anni di matrimonio alle spalle, queste dinamiche fossero acqua passata. Invece no. L’altra notte mi sveglio per un messaggio: è l’ex marito della mia (ex) migliore amica – persona che già detesto – che mi scrive di contattarlo urgentemente. Ovviamente non lo faccio. Contatto lei per assicurarmi che stia bene. Sta benissimo.



Allora gli rispondo, chiedendo cosa c’è che non va. E lui: “Mi sento solo, sto male”. Gli chiedo se vuole che svegli mio marito per parlargli – ha il suo numero, e una rete di amici uomini. Ma poi arriva la solita risposta vaga: “Nah, va tutto bene”. Vomitevole. Lo blocco e torno a dormire.

E no, prima che qualcuno venga a dirmi che forse era solo vulnerabile, che magari gli è difficile aprirsi con altri uomini: non è questo il caso. Questo è un parassita. È esattamente lo stesso schema con cui ha manipolato una nostra vecchia amica dopo la fine della relazione con la mia ex migliore amica. Un messaggio, una storia triste, la manipolazione. E poi: vive da lei, non paga l’affitto, inizia ad accumulare animali. Quando lei cerca di lasciarlo, lui fa leva sul senso di colpa: “E gli animali, che fine faranno?”. Così le donne si ritrovano intrappolate: economicamente, emotivamente, logisticamente. Passano il tempo a curare gli animali che lui porta in casa, a sostenere spese veterinarie che non possono permettersi. La mia ex migliore amica si è ritrovata con nove gatti. Quando lo ha cacciato, lui si è rifiutato di portarli via. Erano intestati a lui, quindi non poteva nemmeno darli in adozione. Alla fine ha dovuto rivolgersi alla RSPCA. Da amante degli animali, è stato devastante per lei.

La cosa che più mi fa infuriare è sapere che quest’uomo si è seduto, ha pensato alla mia vita, e mi ha identificata come un obiettivo. Sa chi sono, sa chi è mio marito, conosce la mia famiglia, la mia casa. Sa che lavoro, che porto avanti le cose. E ha pensato: “Posso entrare nella sua vita, destabilizzarla, sfruttarla”. Non è attratto da me. È attratto da ciò che posso offrirgli. E il prezzo che pago? Sarebbe solo un altro vincolo che mi lega a lui.

Un tempo provavo solo disgusto per questo buco nero umano. Ora sono furiosa. Quando finirà? Quando finiranno questi messaggi nel cuore della notte, questi tentativi subdoli, queste invasioni? È una storia che va avanti da quando ero adolescente. Uomini predatori che mi vedono solo come una risorsa, un trampolino per i loro comodi. Nessun rispetto per la mia vita, per il mio tempo, per chi sono. E soprattutto: credono davvero che non li veda per quello che sono?

Per favore, ragazze: non cascate nelle storie strappalacrime. Sono trappole. Trucchi emotivi studiati per farvi sentire in colpa e tenerli attaccati a voi. Non c’è vulnerabilità. C’è solo manipolazione.



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