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Sparatoria a Milano, 20enne ucciso dalla polizia: aveva una pistola, ma era una replica a salve



Una sparatoria mortale si è verificata nel tardo pomeriggio di ieri, 26 gennaio 2026, in via Impastato, nel quartiere Rogoredo di Milano, una zona nota per il traffico di droga. Un giovane di 20 anni, descritto come un nordafricano, è stato ferito a morte da colpi di arma da fuoco sparati da una pattuglia di agenti di polizia. L’incidente è avvenuto attorno alle 18, quando il giovane si sarebbe avvicinato al gruppo di poliziotti in borghese, armato di una pistola.



Secondo le prime ricostruzioni, il giovane ha attirato l’attenzione degli agenti mentre si avvicinava a loro con l’arma in mano. Alla vista della pistola, i poliziotti hanno aperto il fuoco, colpendo il ragazzo. Nonostante l’intervento immediato del personale del 118, che è giunto sul luogo della sparatoria, i soccorsi sono stati vani. I medici hanno constatato il decesso del 20enne, che è stato trovato in condizioni gravissime.

La pistola impugnata dalla vittima è stata successivamente identificata come una replica a salve, un dettaglio che potrebbe avere implicazioni significative per l’indagine in corso. Gli agenti coinvolti nell’incidente non hanno riportato ferite e sono stati sottoposti a interrogatori per chiarire le dinamiche della sparatoria.

Sul posto sono intervenuti anche gli specialisti della divisione scientifica della polizia, che hanno avviato le indagini per raccogliere ulteriori prove e testimonianze. Al momento, il giovane non è stato ancora identificato ufficialmente, e le autorità stanno lavorando per informare i familiari.

L’episodio ha sollevato interrogativi sulla sicurezza nella zona di Rogoredo, storicamente associata a fenomeni di spaccio e criminalità. La presenza di agenti in borghese nella zona è parte di un’operazione più ampia per contrastare il traffico di droga e migliorare la sicurezza pubblica. Tuttavia, l’accaduto ha messo in evidenza i rischi associati a tali operazioni, specialmente in situazioni in cui i civili possono trovarsi coinvolti in scontri con le forze dell’ordine.

Le reazioni alla sparatoria sono state immediate, con diversi residenti della zona che hanno espresso shock e incredulità per l’accaduto. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito diversi colpi di arma da fuoco e di aver visto la scena mentre si sviluppava. La dinamica esatta dell’incidente è ancora oggetto di indagine, e le autorità sono impegnate a chiarire tutti i dettagli.

Inoltre, il caso riaccende il dibattito sulla gestione della sicurezza nelle aree ad alta criminalità e sull’uso della forza da parte delle forze dell’ordine. Le autorità competenti dovranno valutare se le procedure in atto siano adeguate per garantire la sicurezza sia degli agenti che dei cittadini.

L’episodio di Milano si inserisce in un contesto più ampio di discussione sulla violenza armata e sull’uso delle armi in Italia, dove la questione della sicurezza pubblica continua a essere una priorità per le autorità. La polizia ha invitato chiunque abbia informazioni sull’incidente a farsi avanti per contribuire all’indagine.



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