La televisione italiana piange la perdita di uno dei suoi protagonisti più iconici, Pippo Baudo, scomparso serenamente nella serata di sabato 16 agosto. Il celebre conduttore, che ha segnato decenni di storia dello spettacolo televisivo, si è spento circondato dall’affetto dei suoi cari presso il Policlinico Campus Biomedico di Roma Sud. Uomo di profonda fede, Baudo ha voluto accanto a sé un sacerdote nei suoi ultimi istanti, un dettaglio che sottolinea la sua spiritualità e il legame con i valori che hanno accompagnato la sua vita.
La notizia della sua morte è stata diffusa ufficialmente nella tarda serata di sabato, intorno alle 21, lasciando un vuoto nel cuore degli italiani. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della televisione nazionale, che ha visto Pippo Baudo non solo come presentatore, ma come innovatore e scopritore di talenti. Il suo lavoro ha contribuito a plasmare il panorama televisivo italiano, portando nelle case degli spettatori programmi indimenticabili e momenti storici.
Nel frattempo, si stanno organizzando le modalità per rendere omaggio al grande conduttore. La camera ardente sarà aperta al pubblico presso il Policlinico Campus Biomedico di Roma Sud a partire dalle ore 11 di domenica 17 agosto. Tuttavia, non sono ancora stati definiti tutti i dettagli relativi all’accesso: resta da chiarire se sarà riservata esclusivamente a familiari e amici stretti o aperta anche ai fan desiderosi di salutare Pippo Baudo per l’ultima volta. Inoltre, non si esclude la possibilità che venga allestita una seconda camera ardente in un’altra sede romana.
I funerali saranno celebrati in Sicilia, terra d’origine del conduttore, rispettando così il desiderio della famiglia di riportare Pippo Baudo alle sue radici per l’ultimo viaggio. La scelta della Sicilia rappresenta un simbolico ritorno a casa per un uomo che ha saputo portare l’eleganza e la cultura della sua terra nelle case di milioni di italiani, creando un ponte tra Nord e Sud attraverso lo schermo televisivo.
Il ricordo di Pippo Baudo ha già iniziato a diffondersi sui social e tra i colleghi del mondo dello spettacolo. Tra i messaggi più significativi spicca quello del direttore del TgLa7, Enrico Mentana, che ha voluto omaggiarlo con parole sentite e raffinate. Nel suo post su Instagram, accompagnato da una foto che ritrae Baudo insieme a Corrado, Mike Bongiorno, Raffaella Carrà e Maurizio Costanzo, Mentana ha scritto: “Se ne è andato anche lui, Pippo. È stato con Mike, Raffaella, Corrado e Costanzo uno dei re della TV, da Settevoci ai mille Sanremo, a tantissime altre pagine storiche della nostra vita comune. La memoria mi fa riaffiorare una valanga di ricordi tutti legati alla sua straordinaria presenza. Addio grande Pippo.”
Le parole di Enrico Mentana hanno colpito profondamente anche Maria De Filippi, che ha deciso di ripubblicare integralmente il post sul canale della sua casa di produzione, Witty Tv. La conduttrice ha accompagnato il repost con una riflessione personale: “Penso che Enrico abbia usato le parole più eleganti e giuste su Pippo. È per questo che reposto le sue frasi e le sottoscrivo. MDF.” Un gesto che sottolinea l’importanza del legame tra i grandi volti della televisione italiana e il rispetto reciproco che li ha sempre accomunati.
La figura di Pippo Baudo rappresenta un pilastro insostituibile per la cultura italiana. Dai programmi storici come “Settevoci” ai numerosi Festival di Sanremo da lui condotti, passando per l’incessante ricerca di nuovi talenti che ha lanciato nel panorama dello spettacolo, Baudo è stato un vero architetto della televisione. La sua capacità di reinventare format e adattarsi ai cambiamenti del tempo lo ha reso un punto di riferimento per generazioni di spettatori.
La perdita di Pippo Baudo lascia un vuoto difficile da colmare, ma il suo lascito continuerà a vivere attraverso i ricordi e l’eredità culturale che ha costruito nel corso della sua carriera. Mentre l’Italia si prepara a salutarlo per l’ultima volta, il tributo dei suoi colleghi e del pubblico testimonia l’impatto indelebile che ha avuto sulla storia dello spettacolo nazionale.



Add comment