Ieri sera, il conduttore Marco Damilano ha aperto la puntata del programma “Il cavallo e la torre” trasmesso su Rai3 con un collegamento dal palazzo occupato dello Spin Time a Roma. Questo stabile, situato nel quartiere Esquilino, è diventato un punto di riferimento per i movimenti popolari, ospitando il Giubileo dedicato a queste realtà. Durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, tenutasi rigorosamente in Vaticano, Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea, ha descritto l’occupazione come una “casa di riferimento per tanti movimenti popolari”. Giovedì scorso, un gruppo di delegati e occupanti è stato ricevuto in udienza da Papa Leone XIV.
Damilano ha accolto i telespettatori con le parole “Terra, casa e lavoro”, introducendo Don Mattia Ferrari e Giovanna Cavallo, attivista dello Spin Time. Cavallo ha sottolineato che nello stabile vivono “140 famiglie che provengono da 27 nazionalità diverse”, suscitando applausi in sala. Ha descritto l’occupazione come un luogo di “grandissima vitalità, come sono vitali i popoli”. Un delegato ha affermato che lo Spin Time rappresenta “uno spazio per gli emarginati”, mentre una giovane ragazza africana ha esclamato: “Pugni chiusi per lottare con dignità”. L’atmosfera si è animata ulteriormente con l’invocazione di “Bella ciao”, mentre i partecipanti si dirigevano verso il Papa, che li ha definiti “poeti sociali”. Damilano ha concluso il segmento con un invito a “organizzare la speranza”.
Ma chi sono realmente gli occupanti dello Spin Time? Secondo quanto riferito, si tratta di un modello di autorecupero e rigenerazione urbana, un esempio di spazio polifunzionale dove la governance è condivisa tra gli attori coinvolti nel progetto. Tuttavia, al di là delle belle parole e delle affermazioni idealistiche, la realtà è che questo stabile è un’occupazione avviata nel 2013.
Negli ultimi anni, il tema delle occupazioni come metodo politico ha smesso di suscitare scandalo, ma alcuni eventi significativi della storia dello Spin Time rivelano le coperture di cui gode. Nel 2019, la corrente elettrica era stata staccata a causa di un debito di 300mila euro con il fornitore. La soluzione a questo problema è stata l’intervento del cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, che ha riattivato la centralina elettrica, ripristinando così l’energia nello stabile.
Nel 2021, il Partito Democratico ha organizzato un dibattito all’interno dell’occupazione in vista delle primarie per la candidatura a sindaco di Roma. Durante l’evento, Andrea Alzetta, noto come Tarzan, leader del movimento che ha occupato l’edificio, ha accolto i sette candidati con la frase: “Questo posto è illegale, lo so, ma qui c’è tanta bellezza”. Questo episodio ha messo in evidenza come, per alcuni, l’occupazione sia vista come un luogo dove si scrive “la parte giusta della storia”, contribuendo alla cultura e al bene comune. In questo contesto, il paladinato dell’antifascismo sembra garantire un’amnistia per le azioni intraprese all’interno dello stabile.
L’occupazione dello Spin Time continua a rappresentare un tema controverso nella discussione pubblica. Da un lato, viene celebrata come un esempio di solidarietà e inclusione, dall’altro, suscita interrogativi sulla legalità e sulla sostenibilità di tali iniziative. Il dibattito si fa ancora più complesso alla luce del supporto ricevuto dai rappresentanti istituzionali e della Chiesa, che sembrano legittimare l’occupazione come una forma di resistenza sociale.
Mentre il Giubileo dei Movimenti Popolari si svolge nello Spin Time, il futuro di questo spazio e delle famiglie che lo abitano rimane incerto. Le tensioni tra occupazione, politica e istituzioni continueranno a essere al centro del dibattito pubblico, sollevando interrogativi su come affrontare le sfide dell’emarginazione e della povertà nelle città contemporanee. La storia dello Spin Time è solo un capitolo di una narrazione più ampia, che coinvolge non solo Roma, ma anche altre città italiane e europee, dove il tema delle occupazioni e della lotta per i diritti abitativi è sempre più attuale.



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