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Muore a 14 anni in scooter, pioggia d’odio sui social: “Godo che sei morto”. Il padre: “Voglio capire il perché



Un terribile incidente ha sconvolto Osimo venerdì 17 ottobre. Tommaso, 14 anni, ha perso la vita mentre si recava a scuola in sella al suo scooter. Il ragazzo stava percorrendo la strada statale 361 “Septempedana”, all’incrocio tra via D’Ancona e via Montegalluccio, quando ha perso il controllo del mezzo, forse a causa dell’asfalto bagnato dalla pioggia, finendo nella corsia opposta. In quell’istante è sopraggiunto un furgone che lo ha travolto. Le condizioni del giovane sono apparse subito disperate. Nonostante il trasporto d’urgenza all’ospedale regionale di Ancona Torrette, i medici non hanno potuto fare nulla per salvarlo.



La notizia della sua morte ha gettato nel dolore l’intera comunità osimana. Tommaso era uno studente dell’istituto “Corridoni Campana”, frequentava il primo anno di ragioneria ed era appassionato di sport, in particolare di atletica e taekwondo. Amici e insegnanti lo ricordano come un ragazzo solare, educato e pieno di vita.

Nel pieno del lutto, però, la famiglia del giovane è stata colpita da un ulteriore gesto di crudeltà: su un profilo Instagram, che secondo i compagni sarebbe falso, è comparsa la frase “Godo che è morto, non valeva nulla”, presumibilmente riferita a lui. Il post, pubblicato nelle storie e visibile per 24 ore, è stato subito rimosso, ma nel frattempo era già stato salvato e condiviso da molti ragazzi, diffondendosi rapidamente tra amici e conoscenti del 14enne.

Alcuni studenti della scuola hanno ipotizzato che a pubblicare la frase possa essere stata una loro coetanea. La voce è giunta fino ai familiari di Tommaso, e in particolare al padre, Alessandro, che ha appreso della vicenda a poche ore dal funerale del figlio. “Non ho avuto il tempo di elaborare quanto stava accadendo. Ho saputo di questo profilo. Finto o non, vorrei parlare con questa persona, incontrarla magari, capire se ha agito d’impulso, se è stata una bravata, comprenderne i motivi”, ha dichiarato l’uomo, profondamente colpito da tanta insensibilità.

L’episodio ha scosso anche gli insegnanti e la comunità scolastica, che hanno deciso di affrontare insieme agli studenti un percorso di riflessione e sostegno psicologico. Don Paolo Volpe, docente e guida spirituale dell’istituto, ha invitato i ragazzi alla calma e alla solidarietà, ricordando loro l’importanza del rispetto: “Chiedetevi tutti se è questo che lui vorrebbe da voi. Non cadete nel tranello di incrementare odio: è diabolico. Non sciupate il bello e il buono che siete”, ha detto ai suoi studenti.

Anche la dirigente scolastica, Milena Brandoni, ha espresso il proprio dolore per la perdita del giovane alunno: “Siamo stati tutti col fiato sospeso, nell’attesa e nella preghiera. Poi il dolore”, ha affermato commossa, sottolineando come la scuola si sia stretta attorno alla famiglia di Tommaso in un abbraccio di silenzio e rispetto.

I funerali del ragazzo si sono svolti mercoledì scorso nella chiesa di San Biagio, gremita di persone. Ad accogliere il feretro bianco, ricoperto di fiori, c’erano compagni, amici e insegnanti. Durante la cerimonia, i ragazzi hanno voluto salutare Tommaso con un lancio di palloncini bianchi e con il rombo dei motori degli scooter, il mezzo che lui amava tanto. La commozione era palpabile e il dolore condiviso ha unito l’intera cittadinanza.

La tragedia e le successive offese sui social hanno aperto un acceso dibattito sul rispetto online e sulla responsabilità delle parole. Il gesto offensivo ha indignato non solo i familiari, ma anche la comunità locale, che ha condannato fermamente l’odio digitale, definendolo un atto di violenza gratuita e ingiustificabile.

Nel frattempo, le autorità competenti stanno cercando di risalire all’autore del messaggio, per verificare se si tratti davvero di un profilo falso e, in caso contrario, valutare eventuali conseguenze. La scuola, intanto, ha deciso di intensificare gli incontri formativi sull’uso consapevole dei social network, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani al rispetto e alla responsabilità online.

L’incidente di Tommaso ha lasciato un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma anche tra i compagni e gli insegnanti che ogni giorno lo vedevano sorridere. Il dolore per la sua scomparsa, aggravato dall’odio comparso in rete, è diventato un monito per l’intera comunità: la necessità di educare al rispetto, anche e soprattutto nel mondo digitale, dove un messaggio può ferire quanto un gesto nella realtà.



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