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Sconcerto a Bruxelles! Un’altra nazione dell’UE elegge una presidente contro il riarmo e le pressioni della Nato



Catherine Connolly, 68 anni, è la nuova presidente dell’Irlanda, eletta con una vittoria schiacciante che supera il 60% dei voti. Il risultato, accolto come un terremoto politico, segna una netta svolta per il Paese e un duro colpo per l’establishment di Dublino. La candidata della sinistra radicale ha superato di larga misura la rivale centrista Heather Humphreys, ferma intorno al 20%, confermando la portata di un voto di rottura contro i partiti tradizionali.



Un risultato storico per la politica irlandese

Sin dai primi conteggi, il vantaggio di Connolly è apparso incolmabile. La sua vittoria, in un’elezione formalmente cerimoniale ma di grande valore simbolico, rappresenta la più ampia affermazione mai ottenuta da un’esponente della sinistra in Irlanda. È il più grande scossone politico dai tempi dell’elezione di Michael D. Higgins nel 2011.

Humphreys, riconoscendo la sconfitta, ha dichiarato: “Congratulazioni, sarà la presidente di tutti”. Un gesto distensivo che però non nasconde la profondità della frattura tra la nuova ondata politica e le forze centriste che hanno dominato la scena per decenni.

Una vita tra attivismo e impegno sociale

Originaria di Galway, Connolly è la settima di quattordici figli. Dopo la perdita della madre in giovane età, ha intrapreso un percorso di vita segnato dall’impegno civile e dalla determinazione. Ha lavorato come addetta alle pulizie, infermiera in Germania, cameriera e sportiva dilettante — calciatrice, maratoneta e triatleta — prima di laurearsi in psicologia e diritto.

Entrata in politica come consigliera comunale e poi sindaca di Galway, è stata eletta parlamentare indipendente nel 2016. La sua carriera è sempre stata caratterizzata da una forte attenzione ai diritti civili, alla giustizia sociale e alla difesa delle minoranze. Un episodio della sua infanzia, quando il padre le impedì di unirsi a una protesta contro una famiglia di nomadi rom, ha segnato la sua coscienza politica. “Era una minoranza trattata male dalla società, e tuttavia il loro spirito gioioso mi ha offerto una prospettiva preziosa”, ha raccontato in una recente intervista.

Neutralità, NATO e Unione Europea: le posizioni di Connolly

Connolly si è distinta negli anni per le sue posizioni radicali in politica estera. Convinta sostenitrice della neutralità militare irlandese, ha più volte criticato la NATO, ritenendola corresponsabile dell’escalation di conflitti, tra cui quello in Ucraina. Ha accusato l’alleanza atlantica di alimentare tensioni invece di favorire la pace e ha espresso scetticismo verso l’aumento della spesa militare europea, paragonando quella tedesca a quella degli anni Trenta.

Ha inoltre votato contro diversi trattati dell’Unione Europea e si è opposta all’uso dell’aeroporto di Shannon da parte delle forze armate statunitensi, giudicandolo contrario alla tradizionale neutralità irlandese. Sul conflitto in Medio Oriente, ha definito Hamas “parte del tessuto del popolo palestinese”, una frase che ha suscitato ampie polemiche ma che riflette la coerenza della sua linea pro-palestinese.

Un Paese diviso e un’affluenza ai minimi storici

La vittoria di Connolly è arrivata in un contesto di forte disaffezione politica. L’affluenza è stata tra le più basse di sempre, con una partecipazione che in molte aree non ha superato il 40%. Le schede nulle o imbrattate hanno toccato livelli record, superando il 13%: molte contenevano messaggi di protesta, slogan anti-migranti o richieste di riforme per ampliare la possibilità di candidatura alle presidenziali.

Questo malessere riflette una società attraversata da tensioni crescenti. L’Irlanda, che negli ultimi anni ha accolto un numero elevato di migranti e richiedenti asilo, è stata teatro di episodi di violenza e manifestazioni contro le politiche di accoglienza. A Dublino, nelle scorse settimane, si sono verificati disordini davanti a un hotel che ospitava migranti, a testimonianza di una polarizzazione sempre più marcata.

Una vittoria simbolica ma carica di significato politico

Sebbene la carica presidenziale abbia funzioni prevalentemente rappresentative, l’elezione di Connolly ha un impatto profondo sul panorama politico irlandese. Il suo successo mette in evidenza un desiderio di cambiamento e la crescente influenza di una sinistra che, fino a pochi anni fa, sembrava marginale.

Connolly entrerà ufficialmente in carica l’11 novembre 2025 come decima presidente dell’Irlanda. Il suo mandato sarà osservato con attenzione, soprattutto per capire quanto potrà imprimere un segno politico, anche solo simbolico, sulle questioni della neutralità, della giustizia sociale e della politica estera.



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