Durante un incontro dei riformisti del Partito Democratico tenutosi al Teatro Parenti di Milano, Lia Quartapelle ha aperto il dibattito esprimendo la sua preoccupazione per il futuro del partito. Con un tono deciso, ha affermato che il PD sta perdendo di vista l’ambizione di risolvere i problemi concreti delle persone, lamentando che, sebbene si facciano diagnosi, manca il coraggio di proporre soluzioni efficaci. “Il PD sta perdendo l’ambizione di risolvere i problemi reali delle persone, si fa la diagnosi, ma manca il coraggio di dire come si risolvono i problemi”, ha dichiarato.
La discussione ha rivelato un clima di liberazione, come se finalmente si potesse esprimere ciò che era rimasto inespresso per troppo tempo. Quartapelle ha continuato a esprimere la sua frustrazione, sottolineando che le elezioni si vincono anche convincendo coloro che non sono già allineati con il partito. “Se si va avanti così, io ho paura che il centrodestra rivinca”, ha avvertito, evidenziando la necessità di un cambiamento nella strategia del partito.
La leader dei riformisti ha anche chiarito che il concetto di unità non deve limitarsi a una semplice alleanza con Avs e M5S, ma deve abbracciare una visione più ampia e inclusiva. “Noi siamo testardamente unitari, ma non con formuletta dell’alleanza con Avs e M5S, siamo testardamente unitari con chi vuole un’Europa forte e unita, un’Italia della crescita e dello sviluppo”, ha affermato.
Anche Lorenzo Guerini ha contribuito al dibattito, sottolineando che unire le opposizioni è un passo necessario, ma non sufficiente. Ha insistito sulla necessità di costruire un’alternativa di governo credibile e ha affermato che non ci devono essere ambiguità sulla posizione del partito riguardo alla situazione in Ucraina. “È distonico chi non è nel solco del partito del Socialismo europeo, non chi vota in un certo modo”, ha detto Guerini, avvertendo che non si può vincere semplicemente contando sull’astensione o mobilitando solo i propri sostenitori.
Il dibattito ha toccato temi cruciali come produttività, salari e welfare, con la presenza di Daniela Fumarola, segretaria della Cisl, il cui sindacato è stato spesso trascurato dal partito. Giorgio Gori ha messo in evidenza come la percezione esterna sia che il centrosinistra non rappresenti un’alternativa credibile. La soluzione, ha affermato, non è esternalizzare il riformismo, ma integrarlo all’interno del PD.
Pina Picierno ha chiesto maggiore chiarezza all’interno del partito, proponendo anche l’organizzazione di congressi per discutere della linea politica. “I congressi si fanno per questo, per discutere della linea politica. Non abbiamo paura di discutere e di confrontarci su cosa deve essere il PD”, ha affermato, sottolineando l’urgenza di affrontare queste questioni.
Il messaggio di Romano Prodi, trasmesso tramite Sandra Zampa, ha ricevuto un’accoglienza calorosa, con l’ex premier che ha benedetto l’incontro e le sue intenzioni riformiste. Walter Verini, ex collaboratore di Walter Veltroni, ha avvertito che le alleanze unitarie devono essere basate su una reale condivisione, per evitare di ripetere gli errori del passato.
Infine, Graziano Delrio ha riassunto il sentimento generale, affermando: “Vogliamo rompere il silenzio, dire la verità a noi stessi: siamo qui perché abbiamo vissuto un disagio. C’è un silenzio colpevole, quello di assecondare una deriva in cui i problemi non esistono”. Ha sottolineato che i riformisti devono affrontare la realtà e cercare di rispondere alle sfide attuali.
Delrio ha concluso affermando che, mentre ci si prepara per le prossime elezioni regionali, è cruciale non confondere la fedeltà con l’unanimismo. Questo incontro rappresenta solo il primo passo in un percorso di rinnovamento e riflessione che il PD deve intraprendere per riconquistare la fiducia degli elettori e affrontare le sfide future. La pax del silenzio all’interno del partito sembra essere giunta al termine, aprendo la strada a un dialogo più aperto e sincero.



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