Venerdì sera, durante un pesante bombardamento aereo russo su Kiev, la ministra dell’Economia della Germania, Katherina Reiche, è stata costretta a cercare rifugio in uno scantinato. L’esperienza, descritta da Reiche in una conferenza stampa, è stata definita “straziante” e ha evidenziato la difficile realtà che gli ucraini devono affrontare quotidianamente. La ministra ha sottolineato come gli attacchi russi siano mirati a logorare la popolazione ucraina, affermando: “La notte scorsa ho avuto ancora una volta chiaro il fatto che gli attacchi della Russia alla popolazione ucraina mirano a logorarla”.
Reiche era arrivata in Ucraina con una delegazione economica per una visita di più giorni, durante la quale ha promesso assistenza per la ricostruzione delle infrastrutture energetiche danneggiate. Ha assicurato che la Germania non abbandonerà gli ucraini in questo momento difficile. Durante la notte, sono state segnalate quattro vittime a causa degli attacchi russi, con circa venti persone ferite sotto il bombardamento di droni e missili.
Nel frattempo, la situazione nel Donbass sta diventando sempre più critica. Le forze russe stanno avanzando, con soldati che entrano a Kupyansk e Pokrovsk, aprendo la strada per un possibile attacco verso Dnipro a ovest. Secondo le fonti militari ucraine, almeno 250 soldati russi sono già attivi nel centro di Pokrovsk, ingaggiando intensi scontri a fuoco. La strategia russa si basa su piccole unità mobili in grado di eludere la sorveglianza dei droni, consolidando rapidamente le loro posizioni.
La caduta di Rodynske, a nordest di Pokrovsk, ha privato le forze ucraine dell’ultima via di rifornimento sicura, trasformando la città in una sacca sempre più ristretta. Le forze russe hanno preso il controllo della maggior parte degli insediamenti chiave attorno a Pokrovsk, aumentando la pressione su questa città satellite. La situazione è paragonabile all’accerchiamento di Mariupol nel 2022, ma con un numero potenzialmente maggiore di forze ucraine intrappolate, poiché ogni possibile corridoio di ritirata è stato bloccato.
La caduta di Pokrovsk, un hub logistico strategico, potrebbe avere gravi conseguenze. Essa non solo favorirebbe l’avanzata delle forze russe verso Dnipro, ma permetterebbe anche di iniziare l’accerchiamento dell’ultimo sistema difensivo principale del Donbass, noto come “Ferro di cavallo”. Questa zona fortificata, che si estende per 50 km da Sloviansk a Kostjantynivka, è stata costruita per fermare l’accesso della Russia alle pianure centrali ucraine dirette verso Kiev. Finora, i russi non sono riusciti a superarla senza subire pesanti perdite.
La situazione a Kupyansk è altrettanto allarmante, con le truppe russe avvistate in diverse aree e la difesa ucraina ridotta a focolai isolati di resistenza. Anche a Sumy, si stanno creando condizioni simili. La caduta imminente di Pokrovsk rafforza la posizione negoziale della Russia. Putin è consapevole che ogni giorno senza un accordo è a suo favore: mentre si discute, le unità russe continuano a avanzare, cambiando costantemente il perimetro che dovrebbe essere congelato.
Qualsiasi ripresa dei colloqui tra Trump e Putin dovrà tenere conto della situazione attuale. Tuttavia, il Cremlino deve affrontare un pericolo: l’escalation degli attacchi ucraini sul proprio territorio. Negli ultimi tempi, i droni ucraini hanno colpito raffinerie petrolifere, infrastrutture energetiche e impianti chimici fino a 1.700 km dal fronte. La risposta russa è stata duplice: un’intensificazione degli attacchi sulle strutture energetiche e militari ucraine, utilizzando missili ipersonici e droni, accompagnata da avvertimenti chiari.
Il 23 ottobre, Putin ha dichiarato che l’uso di missili Tomahawk occidentali per colpire il territorio russo porterebbe a una risposta “molto forte, se non schiacciante”. Il portavoce Peskov ha ulteriormente chiarito che questo avvertimento si applica a qualsiasi arma occidentale, facendo riferimento agli Storm Shadow britannici che hanno colpito un deposito a Bryansk. La situazione rimane tesa e in continua evoluzione, con il conflitto che si intensifica e le conseguenze che si fanno sempre più pesanti per entrambe le parti coinvolte.



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