Nella serata di ieri, Giuseppe Conte ha ottenuto la riconferma come leader del Movimento 5 Stelle, ricevendo un ampio consenso pari all’89,3%. Questa rielezione, avvenuta in assenza di altri candidati, segna un nuovo mandato di quattro anni per l’ex premier, il quale ha espresso gratitudine ai membri del movimento, affermando: “Grazie a tutti. Ci impegneremo ancora di più per fare sempre meglio.”
Il processo di voto ha visto la partecipazione di 53.353 attivisti, con 6.367 voti contrari. La competizione inizialmente ha visto 77 auto-candidature tra i militanti, successivamente ridotte a 21 dal comitato di garanzia. Infine, il numero è sceso a una sola candidatura, poiché ai partecipanti è stato richiesto di raccogliere 500 firme a sostegno della loro candidatura.
La sfida di Conte, quindi, si è rivelata una competizione contro se stesso. Nella precedente elezione, avvenuta nell’agosto 2021, aveva ottenuto il supporto di 62.242 votanti su un totale di 67.064, con un’affluenza del 58,2%. Oggi, l’affluenza è leggermente aumentata, attestandosi al 58,7%. In un altro voto, nel marzo 2022, Conte aveva ricevuto 55.618 voti favorevoli su 59.047, con un’affluenza che si era fermata al 45,2%.
Durante un’intervista a Accordi e Disaccordi, Conte ha parlato delle sue posizioni politiche e ha commentato le discussioni sul “Campo largo”, esprimendo il suo disinteresse per questa espressione. Ha dichiarato: “Il Campo largo è una espressione che ho sempre respinto ma ricompare sempre sui giornali, io non posso orientare il dibattito sui giornali.” Riguardo alle recenti affermazioni di Chiara Appendino, che ha confermato di aver votato, Conte ha sottolineato che le sue parole hanno ridimensionato il clamore mediatico attorno a questo tema. Ha continuato dicendo: “Noi più scomodi di così non possiamo essere. Abbiamo dato una identità forte, l’ha data la base, a questo partito. La base è la nostra linfa.” Ha inoltre ribadito l’indipendenza del Movimento, affermando: “Siamo nel campo progressista con una postura assolutamente indipendente. Le alleanze non possono essere mai precostituite.”
Le reazioni alla riconferma di Conte non sono mancate. Danilo Toninelli, ex ministro del governo gialloverde, ha espresso critiche nei confronti dell’attuale direzione del Movimento. In un intervento ripreso da Corriere della Sera e Dagospia, Toninelli ha affermato: “Conte si faccia il suo simbolo e un partito suo. E Beppe Grillo rigeneri il M5S.” Egli ha evidenziato che le dimissioni di Chiara Appendino non cambiano il destino del Movimento, definendolo “ormai snaturato e politicamente finito.”
Toninelli ha anche sottolineato che Grillo non deve riprendersi nulla, poiché “il simbolo del Movimento 5 Stelle è già suo per storia e legittimità.” Ha accusato Conte di aver snaturato il Movimento, affermando che ha eliminato il garante, cancellato il limite dei due mandati e abbandonato la natura post-ideologica, portando il M5S verso la sinistra di sistema. La sua proposta è che Conte crei un proprio simbolo e un nuovo partito, lasciando a Grillo la possibilità di dare al Movimento una “degna sepoltura rigeneratrice.”



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