Toni accesi alla Camera durante il Question Time tra Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Oggetto dello scontro, ancora una volta, il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, recentemente al centro dell’attenzione dopo il parere negativo della Corte dei Conti sulla delibera Cipess.
Bonelli ha accusato il ministro di voler procedere con l’opera nonostante i rilievi dell’organo di controllo. “Nella delibera Cipess ci sono gravi profili d’illegittimità che sono stati evidenziati dalla Corte dei Conti ed in un paese normale un governo che rispetta la legge e le istituzioni avrebbe ritirato il progetto sul ponte che sottrae 15 miliardi di euro ai cittadini dopo aver tagliato fondi al trasporto pubblico”, ha dichiarato.
Il deputato ecologista ha poi criticato le cifre fornite da Salvini in merito ai posti di lavoro che il ponte genererebbe. “Quando parlava dell’occupazione legata al Ponte sullo Stretto, la prima volta disse che ci sarebbero stati 120 mila occupati, poi tre settimane dopo li ha ridotti a 80 mila, poi infine 20 mila. Eviti di giocare con i numeri, perché così fa una pessima figura”, ha attaccato.
Bonelli ha inoltre messo in discussione la trasparenza del progetto e la reale natura dei “tecnici” che lo sostengono. “Ma soprattutto, Salvini parla di tecnici: di chi? Di quelli della società privata che gestiranno 15 miliardi di euro di soldi pubblici? Berlusconi, a suo tempo, aveva pensato a un progetto finanziato per il 60% dai privati e per il 40% dallo Stato. Voi invece state regalando 15 miliardi di euro ai privati, sottraendo risorse ai cittadini e al trasporto pubblico, nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto.”
Il parlamentare ha poi proseguito denunciando la presunta obsolescenza del progetto: “Qual è il vero parere tecnico dello Stato su questo progetto? Quello espresso nel 1999 dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, lo stesso che voi avete citato nelle controdeduzioni alla Corte dei Conti. Dovreste vergognarvi: avete presentato un progetto vecchio di 26 anni. Oggi venite a dirci che andrete avanti comunque. Ma in realtà state esercitando con arroganza il vostro potere contra legem, contro la scienza, contro il parere di tanti tecnici. Lei può anche volerlo costruire, ma non è al di sopra della legge.”
Bonelli ha concluso annunciando un possibile ricorso a livello europeo nel caso in cui il governo decidesse di ignorare i rilievi della Corte: “Vedremo cosa deciderà la Corte dei Conti, ma se non dovesse vidimare la delibera, il governo dovrà ritirarla perché a quel punto denunceremo alla Corte di Giustizia europea la grave violazione della legge italiana ed europea voluta da Salvini e dal governo.”
Pronta la replica del ministro dei Trasporti. “Nessuna violazione, nessun ritiro della delibera Cipess. Con l’Europa ci confrontiamo da mesi, con aggiornamenti puntuali e trasparenti”, ha affermato Salvini, ribadendo la volontà dell’esecutivo di procedere: “Il mio impegno sul Ponte è di farlo, dopo 160 anni di tentativi e di progetti, e di farlo bene.”
Il leader della Lega ha ricordato inoltre che “questa mattina si è svolta l’udienza presso la Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti per l’esame della delibera”, precisando che “si tratta di una scelta che non modifica il termine per la registrazione fissato al 7 novembre”.
Sul fronte delle critiche legate ai costi dell’opera, cresciuti di oltre il 50% rispetto al progetto iniziale, Salvini ha negato che l’aumento richieda una nuova gara d’appalto: “Abbiamo dimostrato che l’aumento del corrispettivo è dovuto in larga percentuale all’esigenza di garantire un aggiornamento del costo dei materiali rispetto a 20 anni fa.”
Lo scontro parlamentare segna un nuovo capitolo nel lungo dibattito attorno al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, un’infrastruttura simbolica che da decenni divide politica, tecnici e opinione pubblica. Mentre la Corte dei Conti prosegue l’esame della delibera Cipess, il governo appare determinato ad andare avanti con il progetto, nonostante le contestazioni giuridiche e ambientali sollevate da opposizioni e associazioni.
Intanto, la decisione definitiva dell’organo di controllo è attesa entro il 7 novembre, data che potrebbe rappresentare un punto di svolta per il futuro del Ponte sullo Stretto e per uno dei dossier più controversi del governo guidato da Matteo Salvini.



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