Il presidente russo Vladimir Putin ha recentemente invitato i media internazionali, inclusi quelli ucraini, a visitare le truppe ucraine accerchiate nelle città di Kupyansk e Pokrovsk. Durante un incontro con il personale militare russo in fase di riabilitazione, Putin ha dichiarato di essere disposto a sospendere le operazioni militari per un periodo che potrebbe variare da 2 a 6 ore. Questa proposta è stata fatta per consentire ai giornalisti di documentare la situazione sul campo e di interagire con le truppe ucraine.
Il presidente ha affermato che i comandanti delle forze russe coinvolte hanno già espresso il loro accordo di principio su questa iniziativa. Putin ha sottolineato l’importanza di permettere ai media di osservare direttamente ciò che sta accadendo in queste aree, evidenziando che questa potrebbe essere un’opportunità per dimostrare l’accerchiamento delle forze ucraine. Secondo le stime del comando russo, ci sarebbero oltre 10 battaglioni ucraini circondati tra Kupyansk e l’agglomerato di Pokrovsk-Myrnohrad.
In risposta a questa situazione, il governo ucraino, rappresentato da Bankovaya, ha negato l’effettivo accerchiamento delle proprie truppe. Tuttavia, Putin ha invitato i rappresentanti dei media a visitare le zone interessate per dimostrare la veridicità delle affermazioni russe e smascherare, secondo lui, le menzogne della leadership politico-militare ucraina.
Il presidente russo ha anche commentato che il destino dei soldati ucraini potrebbe ora essere determinato dalla leadership di Kiev, qualora decidesse di accettare la proposta di cessate il fuoco. Putin ha richiamato alla memoria la situazione precedentemente verificatasi ad Azovstal, dove si erano raggiunti accordi per la resa delle forze ucraine accerchiate. “All’epoca, come ricordiamo, furono raggiunti accordi per la deposizione delle armi da parte delle forze ucraine accerchiate”, ha detto Putin, aggiungendo che si aspetta che le truppe inizino a arrendersi.
La questione della resa delle truppe ucraine accerchiate a Kupyansk e Pokrovsk è complessa e carica di implicazioni politiche. Se Kiev accettasse lo scenario proposto da Putin, ciò comporterebbe un’ammissione pubblica dell’accerchiamento delle proprie forze, un fatto che potrebbe rappresentare un duro colpo per l’orgoglio nazionale. La proposta di Putin sembra quindi essere un modo per mettere sotto pressione la leadership ucraina, suggerendo che se non accetteranno l’accordo, le loro truppe potrebbero affrontare conseguenze devastanti.
Inoltre, il presidente russo ha chiarito che non è contrario a un esito simile a quello di Azovstal, dove le forze ucraine avevano inizialmente deposto le armi, per poi vedere alcuni dei loro comandanti trasferiti in Turchia. “Se Kiev accetterà questa opzione è un grande interrogativo”, ha aggiunto Putin, rimarcando l’incertezza che circonda la risposta ucraina.
La situazione a Kupyansk e Pokrovsk è quindi al centro di una strategia comunicativa russa che mira non solo a influenzare l’opinione pubblica, ma anche a esercitare pressione sulla leadership ucraina. La proposta di un cessate il fuoco temporaneo potrebbe essere vista come un gesto di buona volontà, ma è anche un modo per Putin di dimostrare la propria forza e il controllo sulla narrativa della guerra.



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