Agostino Ghiglia, componente del Garante per la protezione dei dati personali, ha intrapreso un’azione per impedire la trasmissione della puntata di Report, prevista per questa sera alle 20.30 su Rai3. La puntata in questione si occupa di un’inchiesta che coinvolge direttamente Ghiglia, riguardante la sua visita alla sede di Fratelli d’Italia poco prima che l’Autorità decidesse di multare la Rai per la diffusione di un audio privato relativo all’ex ministro Gennaro Sangiuliano e al ‘caso Boccia’.
Il 21 ottobre scorso, Ghiglia aveva comunicato ai suoi uffici la sua intenzione di visitare Arianna Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Dopo tale visita, il membro del Garante, inizialmente favorevole a un semplice ammonimento nei confronti della Rai, ha cambiato idea e il giorno successivo ha inflitto una maxi multa da 150mila euro a Report. La decisione di Ghiglia è stata motivata dalla sua convinzione che ci fosse stata una “acquisizione illecita di dati personali attraverso la violazione della corrispondenza privata”.
In seguito alle anticipazioni riguardanti la puntata di questa sera, Ghiglia ha inviato una diffida alla redazione di Report, chiedendo la rimozione della promozione dell’inchiesta dai social media del programma e la non diffusione della stessa in televisione. Secondo quanto riportato dall’ANSA, Ghiglia sostiene che la puntata violerebbe le normative sulla privacy, poiché basata su informazioni ottenute in modo illeciti.
La reazione del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, non si è fatta attendere. Intervistato da La Repubblica, ha dichiarato: “Non c’è stato nessun materiale trafugato o intrusioni informatiche”. Ranucci ha evidenziato che le affermazioni di Ghiglia sono infondate e che la richiesta di bloccare la trasmissione rappresenta un tentativo di censura. “Quello che tenta di fare Ghiglia è mettere un bavaglio”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza della libertà di informazione. Ranucci ha concluso affermando che quanto richiesto da Ghiglia costituisce “interruzione di servizio pubblico”.
Il caso ha sollevato interrogativi sulla libertà di stampa e sul ruolo delle autorità nella supervisione dei media. La tensione tra il diritto alla privacy e il diritto all’informazione è al centro del dibattito, e l’azione di Ghiglia potrebbe essere vista come un precedente preoccupante per la libertà di espressione. La puntata di Report ha attirato l’attenzione non solo per il suo contenuto, ma anche per le implicazioni legali e etiche che ne derivano.
L’inchiesta che Ghiglia tenta di bloccare è stata annunciata come un’importante esposizione di fatti che potrebbero avere ripercussioni significative sulla percezione pubblica delle istituzioni e della loro trasparenza. La questione della privacy, in particolare, è diventata sempre più centrale nel dibattito pubblico, soprattutto in un’epoca in cui le informazioni personali possono essere facilmente divulgate e utilizzate.
Inoltre, la reazione di Ranucci e la sua difesa della libertà di stampa segnalano una crescente preoccupazione tra i giornalisti e i professionisti dei media riguardo a possibili tentativi di censura. La questione potrebbe sollevare ulteriori discussioni su come le autorità dovrebbero gestire le situazioni in cui la privacy di un individuo potrebbe entrare in conflitto con il diritto del pubblico a essere informato.
Mentre la tensione cresce in vista della messa in onda della puntata, gli sviluppi futuri di questa vicenda saranno seguiti con attenzione, sia dai media che dal pubblico. La questione di Agostino Ghiglia e della sua richiesta di bloccare la trasmissione di Report non è solo una questione di privacy, ma tocca anche temi più ampi relativi alla libertà di espressione e al diritto all’informazione.



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