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Piazza del Popolo, aperitivo da 60 euro: tè, tramezzino e spritz scatenano polemiche



Una semplice pausa pomeridiana si è trasformata in un’esperienza salata per il portafoglio. Marco Di Stefano, consigliere capitolino di Noi Moderati, ha denunciato pubblicamente di aver pagato 60,60 euro per uno spritz, un tè con pasticcini e un tramezzino in un bar di Piazza del Popolo a Roma. L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 8 dicembre, mentre la famiglia attendeva l’accensione dell’albero di Natale con il sindaco Gualtieri.



La vicenda, raccontata in un post su Facebook dal consigliere, descrive un servizio a dir poco approssimativo. Dopo aver ordinato, la famiglia Di Stefano ha atteso 15 minuti per ricevere una comanda incompleta: l’acqua per il tè, ma nessuna bustina. Seguono ulteriori attese per lo zucchero e, ciliegina sulla torta, al posto del tè arriva una camomilla. Solo dopo l’intervento diretto della moglie, il tè corretto è finalmente giunto al tavolo, dopo circa venti minuti dalla richiesta iniziale.

Ma la sorpresa più amara è arrivata con il conto. Oltre al servizio disastroso, il bar non aveva esposto alcun menù con i prezzi. La richiesta di uno toast è stata “evasa” con un semplice tramezzino. Il totale di 60,60 euro è stato presentato senza scontrino fiscale, un particolare che ha fatto scattare ulteriori allarmi. Di Stefano ha pagato in contanti, ma la mancanza dello scontrino configura una possibile violazione fiscale.

L’appello del consigliere non è rimasto inascoltato. Tra i numerosi commenti di solidarietà, spicca quello di Andrea Alemanni, presidente della commissione capitolina Commercio, che ha affermato: “Hai ragione, dobbiamo intervenire”. La reazione istituzionale sottolinea come il caso non sia visto come un episodio isolato, ma come il sintomo di un malcostume diffuso, soprattutto nelle zone turistiche di Roma nel periodo natalizio.



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