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Strage a Crans-Montana, tre feriti gravi con ustioni trasferiti a Milano: “Una 30enne e due ragazzi di 16 anni”



La notte di Capodanno si è trasformata in un incubo a Crans-Montana, una nota stazione sciistica nel Canton Vallese in Svizzera, dove un incendio scoppiato in un locale ha provocato la morte di almeno 47 persone, tutte di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e si stima che ci siano circa un centinaio di feriti, tra cui molti italiani. Al momento, sei cittadini italiani risultano dispersi e tre sono già stati ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano.



L’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, ha dichiarato che i feriti italiani sono tutti molto giovani, specificando che tra di loro c’è una donna di circa 30 anni e due ragazzi di 16 anni. “Dei tre ragazzi ustionati, uno ha riportato ferite meno profonde, mentre gli altri due presentano un quadro un po’ più importante,” ha spiegato il dottor Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni all’Ospedale Niguarda. “Non hanno subito traumi per la deflagrazione nel locale. Sono stati stabilizzati, medicati e già operati: si trovano ricoverati uno in Terapia Intensiva, gli altri nel Centro Ustioni. Nei prossimi giorni potremmo togliere il tubo per tutti e tre,” ha aggiunto.

Oltre ai feriti già menzionati, ci sono altri italiani in ospedali svizzeri, tra cui due giovani ricoverati a Zurigo e Berna, che attualmente non sono trasportabili a causa delle loro gravi condizioni. Tra loro si trova anche una sedicenne di Milano, attualmente in coma all’ospedale di Zurigo. L’assessore Bertolaso ha annunciato che un team di esperti di grandi ustioni sarà inviato per visitare tutti gli ospedali e controllare le condizioni dei connazionali, insieme a psicologi per supportare i familiari dei ragazzi ricoverati e di quelli ancora non identificati. “Siamo pronti a farci carico di feriti di qualsiasi nazionalità,” ha sottolineato.

La Regione Lombardia ha comunicato al Ministero degli Affari Esteri la propria disponibilità ad accogliere i giovani gravemente feriti a Crans-Montana, “mettendo a disposizione tutte le competenze e le risorse necessarie,” come riportato in una nota dell’assessorato al Welfare. Il sistema sanitario regionale ha attivato la Consolle delle Maxi Emergenze di Areu-Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, allertando anche il Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha evidenziato la gravità della situazione, affermando che “tre ustionati gravi saranno trasferiti in Italia, all’ospedale Niguarda. Stanno decollando elicotteri dalla Lombardia per andare a prenderli, perché purtroppo ci sono così tanti feriti che anche gli ospedali svizzeri fanno fatica.” Tajani ha anche sottolineato che la capacità ospedaliera del cantone svizzero è ormai al collasso, rendendo necessaria l’organizzazione di voli per il trasferimento dei feriti.

Le indagini sul rogo sono in corso per determinare le cause dell’incendio. Secondo le prime ipotesi, il fuoco potrebbe essere stato innescato dal lancio di un petardo sul controsoffitto del locale, noto come bar Le Constellation, un ritrovo di giovani provenienti da tutta Europa. Un testimone ha riferito che le fiamme potrebbero essere state alimentate da una candelina scintillante su una bottiglia di champagne, tenuta in alto da un cameriere che si era arrampicato sulle spalle di un collega. Questo avrebbe portato all’immediata propagazione dell’incendio nel seminterrato, dove si trovava un’unica via di uscita, insufficiente per le decine di giovani presenti.

La tragedia di Crans-Montana ha suscitato un’ondata di sgomento e preoccupazione, non solo tra le famiglie delle vittime, ma anche nella comunità italiana e internazionale. Le autorità locali, insieme a quelle italiane, stanno lavorando senza sosta per garantire assistenza ai feriti e per far luce sulle circostanze che hanno portato a questo tragico evento. La speranza è che le indagini possano chiarire le cause dell’incendio e prevenire simili tragedie in futuro, assicurando che la sicurezza nei luoghi di aggregazione durante le festività venga presa in seria considerazione.



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