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Nuovo calendario scolastico, meno vacanze estive: la proposta della ministra Santanché



Nuovo calendario scolastico, Santanchè propone di ridurre l’estate e distribuire le pause: avviato un dialogo con Valditara, ma il ministero chiarisce che non c’è nulla in lavorazione.



La proposta di rivedere il calendario scolastico italiano per favorire la destagionalizzazione dei viaggi torna al centro del dibattito dopo l’intervento della ministra del Turismo Daniela Santanchè al Forum internazionale del turismo di Milano, dove le sue parole hanno suscitato contestazioni. L’idea, illustrata come un percorso da costruire nel tempo e ispirato a modelli già adottati in altri Paesi europei, avrebbe l’obiettivo di rendere più equilibrata la distribuzione delle pause durante l’anno, riducendo la lunga sospensione estiva.

Secondo quanto riferito dalla ministra, l’attuale organizzazione concentrerebbe la maggior parte delle vacanze in due momenti principali – Natale e soprattutto l’estate – con ricadute sui periodi scelti dalle famiglie per spostarsi. Nel suo intervento, Santanchè ha collegato esplicitamente la revisione del calendario alla necessità di rendere più stabile la domanda turistica, sostenendo che la concentrazione delle pause spinga molte famiglie a viaggiare negli stessi momenti e quindi ad affrontare prezzi più alti e maggiore affollamento.

Al Forum di Milano, la ministra ha spiegato che l’iniziativa richiederebbe un confronto con il ministero dell’Istruzione. In particolare, ha dichiarato di aver già avviato un dialogo con il collega Giuseppe Valditara. Tuttavia, fonti ministeriali hanno precisato in tempi rapidi che, allo stato attuale, non è in corso alcuna elaborazione concreta di un nuovo calendario: non risulta, per ora, un testo in lavorazione né un’ipotesi formalizzata. La posizione del ministero dell’Istruzione è stata riassunta con l’indicazione che “Non c’è alcuna proposta concreta” ed eventualmente “si valuterà al momento opportuno”.

Nel merito, l’assetto ipotizzato avrebbe come punto centrale un “allineamento” progressivo ai calendari scolastici di altri Paesi europei. Santanchè ha definito la direzione di marcia con queste parole: “Abbiamo bisogno di un allineamento graduale del calendario scolastico, è fondamentale per destagionalizzare il turismo”. La ministra ha poi aggiunto: “Dovremmo guardare all’Europa per come ha il calendario scolastico”, osservando che “il nostro calendario concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno”.

In termini pratici, l’intervento prospettato si tradurrebbe in una riduzione delle vacanze estive – indicate come le più lunghe nel confronto europeo, intorno alle tredici settimane – a favore di più interruzioni distribuite tra autunno, inverno e primavera. L’argomento portato dalla ministra riguarda soprattutto il “turismo interno”, cioè i viaggi delle famiglie italiane: a suo avviso, l’attuale calendario renderebbe più difficile organizzare spostamenti “in periodi diversi dall’alta stagione” e finirebbe per alimentare gli “affollamenti stagionali”.

Il tema si inserisce in un quadro più ampio: l’Italia è spesso citata tra i Paesi in cui gli studenti trascorrono molti giorni di lezione nell’arco dell’anno. Proprio perché la pausa estiva è lunga e le vacanze natalizie sono concentrate, le sospensioni durante i mesi scolastici risultano relativamente limitate. Una riorganizzazione potrebbe quindi incidere soprattutto sul calendario annuale, senza necessariamente ridurre il numero complessivo di giorni di scuola, ma spostando parte delle interruzioni dall’estate ad altri periodi.

Non mancano, però, le critiche e i nodi operativi. Tra le obiezioni più ricorrenti c’è l’impatto delle alte temperature su edifici scolastici spesso privi di adeguati impianti di climatizzazione o di soluzioni strutturali per gestire le ondate di calore. La deputata Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi-Sinistra) ha espresso contrarietà all’idea di prolungare l’attività didattica nei mesi più caldi: “Non è pensabile, in territori dove non é raro assistere ad ondate di calore che portano le temperature sopra i 30 gradi già a giugno e ancora a settembre”. Dal Movimento 5 Stelle è arrivata una presa di posizione critica sul fatto che il tema non sia prioritario rispetto ad altre esigenze del sistema scolastico: “Un Paese con scuole che cadono a pezzi, stipendi ridicoli e studenti lasciati indietro, di tutto ha bisogno fuorché di una Santanchè che trova il tempo di occuparsi del calendario scolastico”.

La discussione, comunque, non è del tutto nuova. In passato alcune realtà territoriali hanno valutato ipotesi alternative, con l’idea di introdurre una pausa più consistente a metà anno e di prolungare le lezioni fino a fine giugno. Proposte del genere richiedono però di misurarsi con variabili che vanno oltre le esigenze turistiche: trasporti, servizi, organizzazione del personale scolastico, condizioni delle strutture e, soprattutto, l’andamento climatico, sempre più marcato.



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