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Chi era Stefan, il buttafuori di Le Constellation che ha sacrificato la sua vita nell’incendio a Crans‑Montana



Tra le 40 vittime accertate della tragica strage di Capodanno a Crans-Montana, si trova anche Stefan Ivanović, un 31enne di origine serba con cittadinanza svizzera. L’incendio che ha colpito il bar Le Constellation la notte di San Silvestro ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo, e la storia di Stefan si distingue per il suo atto di coraggio.



Lavorando come buttafuori nel locale, Stefan non ha esitato a intervenire quando le fiamme hanno iniziato a divampare. Anziché fuggire per mettersi in salvo, ha scelto di aiutare gli altri, trascinando fuori diversi clienti e tornando all’interno per soccorrere ulteriori persone. Purtroppo, non è riuscito a mettere al riparo se stesso.

La famiglia di Stefan ha a lungo sperato di ricevere notizie positive su di lui. Questa speranza è stata alimentata dal fatto che il suo telefono cellulare risultava raggiungibile anche dopo l’incendio. “Era all’ingresso e faceva entrare quei giovani nel bar. Tuttavia, quando i primi clienti gli hanno detto cosa stava succedendo, che c’era un incendio, è entrato e ha spinto fuori alcuni adolescenti, poi è tornato dentro e in qualche modo è rimasto intrappolato,” ha raccontato Aco Kalajdzic, un imprenditore serbo, che ha descritto il comportamento eroico di Stefan. “È stato descritto molto bene da una donna francese che è immediatamente uscita quando è scoppiato l’incendio. Lei lo ha avvertito e lui è entrato subito. Si è comportato in modo eroico.”

Nella tragedia di Crans-Montana, ci sono anche sei giovani italiani tra le vittime. Le loro salme sono rientrate in Italia dopo l’identificazione. A Milano sono state aperte le camere ardenti per Achille Barosi e Chiara Costanzo. La camera ardente di Achille Barosi è stata allestita nella Basilica di Sant’Ambrogio, dove i funerali si svolgeranno mercoledì 7 gennaio. Per Chiara Costanzo, la camera ardente è stata predisposta nella cappella del Collegio San Carlo, che la ragazza frequentava, mentre i funerali si terranno mercoledì pomeriggio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Le salme di Emanuele Galeppini e Giovanni Tamburi sono state trasportate a Linate e poi nelle rispettive città di origine, Genova e Bologna. A Genova, la camera ardente di Emanuele Galeppini è stata allestita nella chiesa dei frati cappuccini dell’ospedale San Martino, mentre i funerali di Giovanni Tamburi si svolgeranno nella cattedrale di San Pietro a Bologna mercoledì.

La tragedia di Crans-Montana ha scosso profondamente non solo le famiglie delle vittime, ma l’intera comunità. Le autorità locali stanno continuando a indagare sull’incendio, cercando di chiarire le cause e le responsabilità legate a questo drammatico evento. La speranza è che le indagini possano portare a misure di sicurezza più rigorose per evitare che simili incidenti si ripetano in futuro.

In un momento di grande dolore, la comunità si unisce per onorare la memoria di chi ha perso la vita, ricordando il coraggio di persone come Stefan Ivanović, che hanno messo in gioco la propria vita per salvare gli altri. La sua storia rimarrà un simbolo di eroismo e altruismo in una notte che, purtroppo, sarà ricordata per la sua tragedia.



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