Non nutro una particolare predilezione per i mulini a vento. Sono lieto di dichiarare che, durante il mio mandato, non è stato approvato l’installazione di alcun mulino a vento. Intendiamo mantenere questa politica. A mio parere, i mulini a vento rappresentano un investimento poco vantaggioso, con conseguenti perdite economiche, un impatto negativo sul paesaggio e un rischio per la fauna avicola. Inoltre, la maggior parte di questi dispositivi è prodotta in Cina.
Essi vengono prodotti e commercializzati con successo in mercati come l’Europa e, in passato, anche negli Stati Uniti.
“Non sono un grande fan dei mulini a vento. Posso dire con orgoglio… che non abbiamo approvato nemmeno un mulino a vento da quando sono in carica. E continueremo a farlo. Sono dei perdenti. Perdono soldi. Distruggono il vostro paesaggio. Uccidono i vostri uccelli. Sono tutti… pic.twitter.com/ELDmi2KWYX
— Fabio Dragoni (@fdragoni) January 10, 2026
Washington. L’Amministrazione Trump ha espresso scetticismo nei confronti delle energie rinnovabili, portando alla sospensione delle concessioni per la realizzazione di cinque parchi eolici al largo della costa orientale degli Stati Uniti.
Una nota diffusa ieri dal Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha comunicato la decisione, giustificandola con la necessità di tutelare la sicurezza nazionale e con il timore che le alte turbine possano interferire con i sistemi radar, generando interferenze radar, note come “clutter”.
La sospensione, della durata di 90 giorni, è stata ritenuta necessaria per implementare misure di mitigazione delle interferenze sulle comunicazioni radar, al fine di prevenire potenziali rischi per la sicurezza della Difesa degli Stati Uniti.
I progetti interessati dalla sospensione dei contratti di locazione sono Vineyard Wind 1, situato al largo del Massachusetts, Revolution Wind, Coastal Virginia, Empire Wind 1 e Sunrise Wind, entrambi al largo di New York, come specificato nella dichiarazione. I cinque progetti sospesi, molti dei quali sono in fase di completamento, vantano una capacità di generazione complessiva di 5,8 gigawatt di energia e sono programmati per entrare in funzione nel 2026; la situazione sta sollevando preoccupazioni nel settore occupazionale.
La sospensione delle concessioni non è stata accolta favorevolmente da tecnici ed ambientalisti. L’organizzazione no-profit Oceantic Network, che opera a sostegno dell’industria eolica offshore, ha prontamente rilasciato una dichiarazione, definendo la decisione “un ulteriore tentativo di celare l’avversione del Presidente per l’eolico offshore”.
Lara Skinner, direttrice esecutiva del Climate Jobs Institute della Cornell University, ha osservato: “… le nazioni europee hanno installato parchi eolici al largo delle proprie coste da anni senza riscontrare alcun problema”.
L’invocazione della sicurezza nazionale come motivazione per la sospensione potrebbe comportare potenziali controversie legali. Un Tribunale distrettuale sta valutando la possibilità di presentare ricorso per conto delle società coinvolte al fine di impugnare l’ordinanza di sospensione.
La governatrice di New York, Kathy Hochul, ha dichiarato che “non esiste alcuna giustificazione credibile” per limitare le attività relative a questi progetti. Nel suo post su X, la governatrice Hochul ha affermato: “La vera minaccia alla sicurezza nazionale risiede nel compromettere la nostra indipendenza energetica”.
L’industria eolica rappresenta un significativo motore economico, e l’attuale ordine esecutivo minaccia di compromettere i mezzi di sussistenza dei lavoratori.



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