​​


Bersani a Floris si sbrodola su Maduro: il vecchio politico si unisce a chi piange contro Trump per averlo mandato via in soli 5 minuti



Ascoltando alcune figure di spicco della sinistra italiana, emerge sempre più frequentemente il sospetto che l’invocazione del “diritto internazionale” celi una nostalgica simpatia per gli “alleati tradizionali”, talvolta definiti “compagni che si discostano dal sentiero giusto”.  Inoltre, si percepisce un’antipatia non del tutto celata nei confronti degli Stati Uniti.



Nel programma “DiMartedì”, nella prima puntata del 2026 dopo le festività natalizie, Giovanni Floris e i suoi ospiti affrontano, come prevedibile, uno dei temi di maggiore rilevanza in questo inizio d’anno particolarmente complesso: l’operazione militare statunitense a Caracas, promossa dall’ex Presidente Donald Trump, finalizzata alla destituzione e rimozione di Nicolas Maduro.

Il dittatore chavista del Venezuela ha sempre goduto di sostenitori e sponsor nel nostro Paese, principalmente per la sua posizione anti-statunitense e per la sua appartenenza al blocco anti-occidentale costituito da Russia e Cina.  Il Segretario Generale della CGIL, Maurizio Landini, ad esempio, ha organizzato una manifestazione pubblica in difesa di Maduro (e in critica a Trump), mentre diversi esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra e del Movimento 5 Stelle hanno espresso il loro sostegno al Presidente venezuelano, nonostante il suo successore di Chavez non possa essere considerato un leader “legittimamente eletto” dai cittadini venezuelani, a causa dei gravi brogli elettorali verificatisi in entrambe le ultime due tornate elettorali.



Add comment