L’autopsia sul corpo di Andrea Costantini, il 38enne rinvenuto senza vita il 15 settembre scorso all’interno della cella frigorifera di un supermercato a Termoli, è durata circa due ore e mezza ed è considerata un momento cruciale nell’inchiesta riaperta dopo mesi di incertezze e contestazioni da parte della famiglia. L’esame è stato effettuato all’ospedale di Pescara e rappresenta un passaggio fondamentale per chiarire le circostanze della morte di Costantini.
All’alba, si è svolta la riesumazione della salma dal cimitero di Penne, il paese d’origine di Andrea. Questa fase è stata particolarmente dolorosa per i genitori, presenti durante le operazioni insieme ai loro legali. Una volta riesumato, il corpo è stato trasferito nella camera mortuaria dell’ospedale di Pescara, dove il medico legale Cristian D’Ovidio, docente presso l’Università di Chieti, ha condotto l’autopsia su incarico del giudice per le indagini preliminari di Larino.
All’esame hanno assistito i consulenti delle parti, inclusi gli avvocati della famiglia Costantini e della compagna dell’uomo, oltre ai carabinieri di Termoli, incaricati di documentare le operazioni. Durante l’autopsia, sono stati effettuati prelievi per esami tossicologici, i cui risultati sono attesi entro circa tre mesi. È stato anche disposto un accertamento sul DNA, che sarà eseguito in una fase successiva.
Dai primi risultati emersi dall’autopsia, è trapelato che sono state confermate due ferite da taglio. Questo quadro iniziale sembra orientare maggiormente verso l’ipotesi del suicidio, già considerata subito dopo il ritrovamento del corpo. Tuttavia, gli inquirenti mantengono un approccio cauto, sottolineando che solo l’insieme degli accertamenti scientifici potrà stabilire in modo definitivo le cause della morte e la loro compatibilità con un gesto volontario.
La vicenda legale è caratterizzata da una profonda frattura tra le parti coinvolte. I genitori di Andrea Costantini non hanno mai accettato l’idea del suicidio e continuano a chiedere che vengano esplorate tutte le possibili alternative, puntando il dito contro la compagna dell’uomo. Quest’ultima, dal canto suo, ha sempre respinto ogni accusa, ribadendo la sua disponibilità a collaborare con la magistratura e chiedendo rispetto e cautela nella narrazione pubblica della vicenda.
L’ipotesi del suicidio, purtroppo, non è l’unica a emergere in questa complessa situazione. La famiglia di Costantini ha sollevato interrogativi sulle circostanze in cui è avvenuto il decesso, e le tensioni tra le parti non sembrano destinati a placarsi. La richiesta di ulteriori indagini e chiarimenti è un segnale che la questione rimane aperta e che la verità è ancora lontana dall’essere raggiunta.
Mentre l’inchiesta continua, la comunità di Termoli e i familiari di Andrea attendono risposte chiare e definitive. La morte di Costantini ha scosso non solo i suoi cari, ma anche l’intera comunità, che si interroga su come una vita possa giungere a un epilogo così tragico. La speranza è che la verità emerga al più presto, portando giustizia e chiarezza in una vicenda che ha lasciato segni profondi nel cuore di chi lo ha conosciuto.



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