La tensione tra Luca Barbareschi e Sigfrido Ranucci è culminata in un episodio di grande impatto durante la puntata di “Report” del 18 gennaio. Dopo le accuse formulate da Barbareschi nella sua trasmissione “Allegro ma non troppo”, in cui lamentava di essere stato oggetto di spionaggio da parte di un consulente di “Report”, Ranucci ha deciso di rispondere in modo incisivo, chiudendo il programma con un’inchiesta sui finanziamenti pubblici ricevuti dal Teatro Eliseo, di proprietà di Barbareschi. La conclusione dell’inchiesta è stata particolarmente forte: “Dovrebbe restituire otto milioni di euro. Ora Allegro ma non troppo può cominciare,” ha affermato Ranucci.
In apertura della puntata, Ranucci ha affrontato direttamente le accuse di Barbareschi, il quale aveva dichiarato che il consulente Gian Gaetano Bellavia lo stava “spiando da due anni”. Ranucci ha respinto fermamente queste affermazioni, affermando che si trattava di un malinteso alimentato da una campagna di disinformazione. “Barbareschi si è documentato sui giornali sbagliati, quelli del gruppo Angelucci: Il Giornale, Libero, Il Tempo. Hanno orchestrato una campagna di fango nei confronti di Report e del sottoscritto,” ha spiegato il conduttore.
Il fulcro del discorso di Ranucci, però, non era tanto la questione dello spionaggio, quanto piuttosto i numeri relativi al Teatro Eliseo. “In quelle carte non c’è nulla di eversivo, se non la lettura dei bilanci dell’Eliseo, teatro tra i più importanti d’Italia di cui lui è proprietario,” ha chiarito Ranucci, sottolineando che l’inchiesta si basa su dati concreti e verificabili.
Già nel 2022, “Report” si era occupato della situazione finanziaria del Teatro Eliseo, rivelando che Barbareschi, ex parlamentare dal 2008 al 2013, aveva ricevuto 13 milioni di euro in finanziamenti pubblici nel corso di cinque anni. Questi dati hanno sollevato interrogativi sulle modalità di gestione dei fondi pubblici e sul conflitto di interessi che potrebbe derivare dalla posizione di Barbareschi come proprietario del teatro.
La frase finale di Ranucci, in cui affermava che Barbareschi dovrebbe restituire otto milioni di euro, ha colpito come un fulmine a ciel sereno. “Dovrebbe restituire otto milioni di euro,” ha ribadito, lasciando intendere che la questione non è solo una questione personale, ma coinvolge anche la responsabilità di un ex parlamentare nell’uso di fondi pubblici. La gravità della situazione è ulteriormente accentuata dal fatto che si tratta di una cifra considerevole, che secondo l’inchiesta di “Report” dovrebbe rientrare nelle casse dello Stato.
La risposta di Ranucci non è stata solo una difesa contro le accuse di Barbareschi, ma anche un attacco diretto alla gestione dei finanziamenti pubblici nel settore culturale. La trasmissione ha messo in luce come le risorse destinate al teatro possano essere influenzate da fattori politici e personali, sollevando interrogativi sulla trasparenza e sull’etica nella gestione dei fondi pubblici.
La polemica tra i due conduttori si inserisce in un contesto più ampio di discussione sulla responsabilità dei personaggi pubblici e sulla necessità di una maggiore trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche. La reazione di Barbareschi alle affermazioni di Ranucci rimane da vedere e potrebbe dare vita a ulteriori sviluppi in questa controversia.



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