L’Onorevole Irene Tinagli propone di affrontare la questione dei Maranza attraverso l’implementazione di assistenti sociali nelle scuole. Belpietro critica questa proposta con una sola battuta.
#4disera
La piddina : “Nelle scuole dobbiamo portare gli psicologi”#Belpietro : “Onorevole, gli psicologi sono impegnati a a portar via dei bambini dal bosco. Siamo di fronte ad un problema di ordine pubblico e non si ragiona con chi ha un coltello in tasca”
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Il 23 gennaio è prevista la perizia psichiatrica della consulente tecnica d’ufficio nell’ambito del procedimento giudiziario che coinvolge la famiglia Trevallion-Birmingham, composta da Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e i loro tre figli, di età compresa tra i sei e gli otto anni. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha affidato l’incarico alla Dott.ssa Simona Ceccoli, psichiatra nominata consulente tecnico d’ufficio, con il compito di effettuare una valutazione psicologica approfondita dell’intero nucleo familiare. È prevista la presenza di due interpreti: un mediatore linguistico e un secondo interprete designato dai legali della famiglia.
Come riportato da Il Messaggero, le sedute videoregistrate per la perizia psichiatrica forniranno al giudice elementi utili per le decisioni relative alla responsabilità genitoriale e al futuro dei minori.
Il primo colloquio è fissato a L’Aquila, presso lo studio della consulente, e vedrà la partecipazione congiunta dei due genitori.
Considerata la provenienza anglo-australiana della coppia, è stata prevista la presenza di due interpreti: un mediatore linguistico nominato dalla magistratura e un secondo interprete designato dai legali della famiglia, gli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella.
La doppia assistenza linguistica è stata predisposta al fine di garantire la massima chiarezza comunicativa durante le valutazioni.
Al termine dell’incontro iniziale, i colloqui proseguiranno con cadenza quasi settimanale e si svolgeranno individualmente per ciascun genitore.
Tale fase consentirà alla consulente di approfondire i profili personali e relazionali dei due adulti, in un contesto riservato e strutturato.
I colloqui videoregistrati
Al termine dei colloqui con i genitori, la perizia entrerà nella fase dedicata ai minori.
I tre bambini saranno ascoltati singolarmente nella casa famiglia di Vasto, dove sono ospitati dal 20 novembre scorso insieme alla madre.
Anche in tale caso, gli incontri avverranno secondo modalità idonee all’età dei minori e finalizzate a tutelarne il benessere.
Il processo si concluderà con colloqui familiari, finalizzati all’osservazione delle dinamiche interattive tra genitori e figli.
Tutte le sessioni saranno oggetto di videoregistrazione.
La relazione conclusiva della consulenza tecnica d’ufficio dovrà essere depositata entro 120 giorni dall’avvio delle operazioni.
Gli aspetti che la psichiatra Ceccoli dovrà valutare
L’incarico conferito alla psichiatra Ceccoli prevede un’indagine approfondita sia sugli adulti sia sui minori.
Per i genitori, la perizia si baserà su un’analisi della persona e psico-diagnostica volta a valutare gli stili relazionali e comportamentali, le capacità e competenze genitoriali, in particolare la capacità di riconoscimento dei bisogni psicologici (in particolare affettivi ed educativi) del minore, e l’attenzione progettuale alle esigenze di crescita del minore per garantire un adeguato sviluppo psichico.
La consulente dovrà inoltre verificare se i genitori presentino caratteristiche psichiche idonee ad incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale e, qualora emergano criticità, indicare se le capacità genitoriali siano recuperabili in tempi congrui rispetto allo sviluppo e alla crescita dei minori, indicando il percorso educativo che i genitori dovranno intraprendere a tal fine.
Parallelamente, dovrà essere svolta un’indagine psico-diagnostica sui bambini per accertare le loro condizioni attuali di vita, l’andamento dello sviluppo cognitivo e psico-affettivo, le figure di riferimento riconosciute dagli stessi minori e i modelli di identificazione sviluppati.
Il presidio di solidarietà a Palmoli
Intanto, prosegue il presidio davanti all’abitazione della famiglia nel bosco.
È presente un camper fisso, dove sette persone si alternano per garantire una presenza continua, descritta come discreta e non violenta.
L’iniziativa nasce come forma di solidarietà nei confronti della famiglia.
Alessandro, uno dei partecipanti al presidio, ha illustrato, nella puntata di Storie Italiane del 19 gennaio, la natura del presidio, descrivendolo come “aperto e apolitico, privo di qualsiasi affiliazione associativa. Pertanto, chiunque desideri partecipare e condividere la propria testimonianza è libero di farlo”.
L’attivista ha inoltre sottolineato che ogni partecipante presenta le proprie istanze “nell’interesse dei figli della famiglia del bosco, ma anche dei nostri figli, dei figli di questo paese, che rappresentano il presente e il futuro della nostra società”.



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