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Femminicidio Torzullo, autopsia choc: 23 coltellate, ustioni al volto e gamba sinistra amputata



I primi riscontri dell’autopsia effettuata sul corpo di Federica Torzullo, tragicamente assassinata a 41 anni dal marito Claudio Carlomagno, rivelano una violenza inaudita. L’ingegnera di Anguillara è stata colpita da ben 23 coltellate, di cui 19 concentrate su collo e viso, mentre gli altri colpi hanno interessato il resto del corpo. L’analisi ha anche messo in evidenza ustioni sul volto, sul collo, sulle braccia e sulla parte superiore del torace. I colpi inferti hanno avuto particolare impatto sull’addome e sul bacino, ma anche sugli arti inferiori. In un atto di disperata difesa, Federica ha subito almeno quattro ferite che confermano il tentativo di proteggersi dall’aggressione. La causa della morte è stata identificata nella lesione dei vasi arteriosi del collo, con il colpo mortale che sarebbe stato inferto sul lato destro. Da una prima valutazione, l’arma utilizzata dall’indagato sarebbe risultata una lama bitagliente. Gli esami istologici e chimico-tossicologici seguiranno, con i risultati ufficiali attesi entro 90 giorni.



L’autopsia è stata condotta presso l’istituto di Medicina Legale della Sapienza di Roma. Claudio Agostino Carlomagno, marito della vittima, è stato arrestato con l’accusa di femminicidio e occultamento di cadavere. Secondo quanto riportato dai pubblici ministeri della procura della Repubblica di Civitavecchia, che hanno delegato le indagini ai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia, il marito, dopo aver ucciso Federica nella loro abitazione, avrebbe tentato di bruciare il corpo e di farlo a pezzi prima di sotterrarlo. Queste affermazioni sono supportate dai primi risultati degli esami autoptici.

La procedura autoptica è stata eseguita dalla dottoressa Benedetta Baldari per la procura, dal professor Giulio Sacchetti per la difesa, dal professor Gino Saladini per la parte civile (figlio), e dal dottor Antonello Cirnelli per la parte civile (genitori). Il corpo di Federica è stato trovato sepolto, un ulteriore elemento che ha aggravato la posizione dell’imputato.

L’accusa di femminicidio è stata formalmente contestata a Carlomagno, il quale si trova attualmente nel carcere di Civitavecchia. Mercoledì mattina è prevista l’udienza di convalida del fermo di fronte al Giudice per le indagini preliminari. Nel frattempo, la comunità di Anguillara è scossa da questo tragico evento, che ha suscitato un forte dibattito sulla violenza di genere.

Le indagini continuano a ritmo serrato, con gli inquirenti che cercano di ricostruire gli eventi che hanno portato a questo femminicidio. La famiglia di Federica Torzullo attende giustizia e chiarezza su una vicenda che ha colpito profondamente non solo i familiari, ma anche l’intera comunità. La Procura di Civitavecchia sta raccogliendo ulteriori prove e testimonianze per comprendere appieno la dinamica dell’omicidio e le eventuali responsabilità di Claudio Carlomagno.

In un contesto in cui la violenza domestica continua a essere un tema di grande attualità, questo caso rappresenta un ulteriore drammatico esempio delle conseguenze devastanti che può avere. La società si interroga su come affrontare e prevenire tali atrocità, mentre le istituzioni sono chiamate a garantire la sicurezza e la protezione delle vittime.

La tragedia di Federica Torzullo è un richiamo all’azione per tutti noi, affinché si lavori insieme per porre fine alla violenza contro le donne e per garantire che fatti simili non si ripetano in futuro. La lotta contro il femminicidio deve essere una priorità collettiva, affinché ogni donna possa vivere in sicurezza e dignità.



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