Mentre la sinistra critica la sua nomina, Beatrice Venezi registra il tutto esaurito a teatro
Le due rappresentazioni della Carmen di Georges Bizet, dirette dalla musicista toscana, hanno registrato il tutto esaurito al Teatro di Pisa. Tuttavia, sindacati e Movimento 5 Stelle hanno espresso disappunto per la sua nomina.
Dopo quattro mesi di dibattito pubblico sulla sua professionalità, Beatrice Venezi ha rilasciato una breve dichiarazione in occasione della presentazione della Carmen di Georges Bizet al Teatro di Pisa. Tale dichiarazione ha provocato reazioni accese da parte di coloro che contestano la sua nomina, avvenuta con quasi un anno di anticipo rispetto alla data prevista per l’insediamento.
Sindacati
Interrogata in conferenza stampa, la Venezi ha affermato che all’estero, dove opera come direttore principale ospite del Teatro Colón di Buenos Aires, si interrogano sul fatto che una fondazione finanziata con fondi pubblici dallo Stato sia sostanzialmente gestita dai sindacati. La protesta contro l’arrivo della Venezi alla Fenice è guidata dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria del teatro veneziano. Quest’ultima ha optato per non replicare ufficialmente, limitandosi a osservare che le dichiarazioni della Venezi non contribuiscono alla risoluzione della questione.
La Cgil di Pisa, tuttavia, ha espresso forte disappunto per le affermazioni della Venezi, considerate “gravi e inappropriate”, e ha accusato la musicista di denigrare “pubblicamente il ruolo dei sindacati e il lavoro delle maestranze”. Secondo il comunicato diffuso dalla Cgil pisana, la vicenda evidenzia come l’assegnazione di incarichi di prestigio possa essere influenzata da logiche politiche piuttosto che dal merito, con conseguenti ripercussioni sulla dignità e sulle condizioni di lavoro del personale. Inoltre, la Cgil ha sottolineato che il Teatro Verdi non è un luogo adatto per esternazioni ideologiche o battute fuori luogo.
Citazione sgradita
La signora Venezi ha preferito non commentare immediatamente la recente polemica, affermando di voler esprimersi “a tempo debito”. Ha tuttavia citato una massima dell’ex allenatore Vujadin Boskov: “La partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia”. Marco Trentin, rappresentante degli orchestrali contrari alla nomina della signora Venezi, ha contestato l’accuratezza della citazione, sottolineando che Boskov affermava: “Il rigore è quando l’arbitro fischia”. Questo episodio evidenzia l’atteggiamento di ostilità nei confronti della direttrice d’orchestra toscana manifestato sin dall’inizio da alcuni orchestrali, tra cui il signor Trentin.
Nonostante le critiche, il pubblico continua a dimostrare il proprio sostegno alla signora Venezi. I due spettacoli della Carmen di Georges Bizet, diretti da lei e in programma al Teatro Verdi di Pisa venerdì 23 e domenica 25, hanno già registrato il tutto esaurito. I biglietti sono stati venduti ben prima della conferenza stampa di ieri, antecedente al riemergere della questione Fenice. Questo successo, unitamente alla significativa solidarietà espressa sui social media, conferma la capacità della signora Venezi di attrarre un pubblico più ampio verso l’opera lirica. Nel corso degli ultimi mesi, sono state sollevate diverse obiezioni riguardo al curriculum della nuova direttrice musicale della Fenice, con alcuni che ne mettono in dubbio l’idoneità al ruolo e ne attribuiscono la nomina a presunti legami politici con la signora Giorgia Meloni. Inoltre, alcuni hanno espresso dubbi sulla sua competenza direttoriale. Tuttavia, le recenti direzioni al Teatro Colón di Buenos Aires sono state ampiamente apprezzate dal pubblico, dagli orchestrali e da una parte della critica. Le immagini provenienti dall’estero testimoniano gli applausi e le ovazioni riservate alla direttrice italiana.
In risposta alle dichiarazioni rilasciate ieri da Beatrice Venezi durante una conferenza stampa, Chiara Valerio, scrittrice e figura di spicco all’interno della segreteria del Partito Democratico guidata da Elly Schlein, ha espresso il proprio dissenso sui social media. Valerio, che ha assistito alla conferenza di presentazione a Pisa dell’opera “Carmen” di Georges Bizet (erroneamente attribuita da Venezi a Giuseppe Verdi), ha affermato: “Forse ho letto troppi romanzi e visto troppi cartoni animati. Ma ho imparato che una donna certa del proprio talento, o delle proprie potenzialità, dimostra le proprie capacità. (…) eppure basterebbe impugnare la bacchetta e mostrare ciò che si sa fare. Silenziando le proteste in un concerto, un coro, un teatro che risuona di applausi e sospiri”. Tuttavia, la bacchetta è proprio ciò che i contestatori della nomina di Venezi non vogliono vedere, almeno non come direttrice musicale della Fenice.
La richiesta, avanzata da diversi mesi, è quella di revocare la nomina prima ancora di qualsiasi esibizione. I sindacati del teatro sostengono che vi sia una motivazione politica alla base del rifiuto di accettare la nomina. Nonostante ciò, il Movimento 5 Stelle sembra intenzionato a sfruttare questa protesta e, a seguito della conferenza stampa, ha prontamente criticato le dichiarazioni di Venezi attraverso una nota firmata dai membri della commissione cultura.
La nota afferma che “questa polemica ha avuto risonanza internazionale, danneggiando l’immagine della Fenice e trasformando un teatro simbolo della cultura italiana in un caso mediatico permanente”. Una situazione che, secondo i pentastellati, non può essere attribuita a Venezi, la quale, fino a ieri, non si era mai espressa pubblicamente sulla vicenda. Il Movimento 5 Stelle ha inoltre dichiarato che “quando un’orchestra si esprime in modo così esplicito, ciò che conta è esclusivamente il rispetto del lavoro, della professionalità e della dignità di chi mantiene in vita un’istituzione culturale”. Come se si potesse prescindere dal rispetto del lavoro, della professionalità e della dignità della direttrice d’orchestra.



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