Durante un intervento alla Camera durante il question time, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha riaffermato il ruolo strategico del Ponte sullo Stretto, sottolineando che l’opera potrebbe essere utilizzata anche come infrastruttura militare. Secondo il vicepremier, questa classificazione consentirebbe di includere il progetto tra le spese destinate alla difesa, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Nato. Salvini ha inoltre evidenziato che il Ponte potrebbe avere molteplici utilizzi, tra cui quelli legati alla “sicurezza e difesa”, oltre a rappresentare una soluzione in situazioni di emergenza, come le condizioni meteorologiche avverse che hanno recentemente colpito Sardegna, Sicilia e Calabria. “In queste ore di mare in tempesta, pensiamo a quanto sarebbe stato utile avere il Ponte invece dei traghetti bloccati”, ha dichiarato.
L’intervento del ministro è arrivato in risposta a un’interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle (M5s), che ha chiesto chiarimenti sull’inserimento dell’opera nei piani europei per la mobilità militare. Secondo i deputati del M5s, l’obiettivo sarebbe quello di giustificare la realizzazione del Ponte come spesa per la difesa. In Aula, Salvini ha replicato sottolineando che il progetto “è stato riconosciuto come opera strategica di interesse nazionale dal Parlamento già nel 1971”. Ha aggiunto: “Io e l’attuale governo non abbiamo fatto altro che ribadirne l’importanza e la centralità”.
La possibilità di qualificare il Ponte sullo Stretto come infrastruttura militare era già stata discussa in precedenza. Lo scorso aprile, una relazione Iropi approvata dal Consiglio dei ministri aveva sostenuto questa visione, con il supporto di esponenti di rilievo del governo, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva sottolineato l’utilità del Ponte anche in caso di “evacuazioni” o “attacchi dal Sud”.
Tuttavia, nei giorni scorsi è emerso un documento del ministero della Difesa, riportato dal Fatto Quotidiano, che sembra mettere in discussione l’effettiva utilità del Ponte per scopi militari. Il documento solleverebbe dubbi sulla capacità dell’infrastruttura di garantire una protezione adeguata in caso di attacco. Secondo il ministero guidato da Guido Crosetto, non sarebbe possibile giustificare il Ponte come elemento fondamentale per la difesa nazionale.
Nonostante queste perplessità, Matteo Salvini ha continuato a difendere il progetto, definendolo “centrale per la difesa”. In Aula, ha dichiarato: “Il Ponte si presenta come un’infrastruttura aperta a tutti gli usi. Può soddisfare sia le esigenze della mobilità civile sia quelle – speriamo mai necessarie – legate alla mobilità militare. Inoltre, il ministero della Difesa sottolinea che il Ponte potrà incrementare in modo significativo la capacità di risposta, resilienza logistica ed efficienza dei processi di sicurezza”. Ha poi aggiunto che l’opera è coerente con il piano europeo per la mobilità militare e con le reti ad alta velocità promosse dall’Unione europea.
Secondo il leader della Lega, il Ponte rappresenta “l’anello mancante del corridoio che collega Scandinavia e Mediterraneo”, un progetto che dovrebbe essere completato entro il 2030. “Stiamo seguendo le indicazioni europee e lavorando per garantire un diritto fondamentale ai cittadini siciliani e calabresi”, ha affermato.
Nonostante le dichiarazioni di Salvini, il dibattito sull’effettiva utilità del Ponte sullo Stretto rimane acceso. Da un lato, i sostenitori del progetto ne sottolineano l’importanza strategica e le potenziali ricadute positive per la mobilità e l’economia delle regioni coinvolte. Dall’altro lato, i detrattori continuano a sollevare interrogativi sulla reale necessità dell’opera e sulla sua sostenibilità economica e ambientale.
Il futuro del Ponte sullo Stretto resta quindi incerto, con posizioni politiche divergenti che riflettono una complessità di interessi e priorità. Nel frattempo, il governo sembra determinato a portare avanti l’iniziativa, considerandola una priorità sia per lo sviluppo infrastrutturale del Paese sia per la sua rilevanza strategica in ambito europeo e militare.



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