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Giallo sulla morte dei genitori di Carlomagno: il padre ripreso in video, la madre era in caserma con lui



In un tragico epilogo, Pasquale Carlomagno, 68 anni, e Maria Messenio, 65 anni, hanno deciso di togliersi la vita nel garage della loro abitazione in via Tevere a Anguillara Sabazia. I due, genitori di Claudio Carlomagno, attualmente in carcere per l’omicidio della moglie Federica Torzullo, si sono impiccati l’uno accanto all’altra, lasciando una lettera d’addio indirizzata al loro altro figlio. Questo gesto estremo segna l’ultimo atto di una spirale di dolore iniziata il 9 gennaio scorso con la scomparsa di Federica, il cui corpo è stato successivamente rinvenuto in condizioni terribili nei terreni dell’azienda di famiglia.



Al momento della loro morte, Pasquale e Maria non erano iscritti nel registro degli indagati, ma la pressione sociale e mediatica su di loro era diventata insostenibile. I coniugi avrebbero dovuto essere interrogati dagli inquirenti per chiarire alcuni aspetti legati alle ore successive al femminicidio, un interrogatorio che, evidentemente, non sono riusciti ad affrontare.

Il peso della vergogna e la consapevolezza di un futuro distrutto potrebbero aver influenzato la loro decisione. In una comunità di circa 20.000 abitanti, la prospettiva di vivere sotto lo sguardo giudicante dei concittadini, unita alla gogna mediatica, ha reso la situazione insopportabile per i Carlomagno.

Le indagini precedenti avevano già sollevato dubbi sulla figura di Pasquale Carlomagno, nonostante non fossero state formulate accuse formali. Le telecamere di sorveglianza lo avevano ripreso davanti alla villetta di via Costantino la mattina del delitto, pochi minuti prima che Claudio caricasse il corpo della moglie nel bagagliaio dell’auto. Inizialmente, Pasquale aveva dichiarato di trovarsi lì solo per recuperare delle chiavi dell’azienda, fornendo un parziale alibi al figlio. Tuttavia, gli investigatori intendevano approfondire se ci fosse stata una reale consapevolezza o un aiuto nell’occultamento del cadavere, dato che i tempi ristretti del femminicidio e il tentativo di distruggere il corpo sollevavano sospetti sul fatto che l’assassino non avesse agito da solo.

Maria Messenio, ex poliziotta e fino a poco tempo fa assessore alla Sicurezza, si era dimessa lunedì scorso, travolta dallo scandalo che aveva colpito la sua famiglia. La sua figura era finita sotto l’attenzione dell’opinione pubblica e degli investigatori, poiché il 9 gennaio era stata lei a portare il figlio in caserma per denunciare la scomparsa di Federica. La domanda che circolava tra i vicini riguardava la possibilità che, nei giorni in cui Claudio era tornato a vivere con i genitori dopo il sequestro della villetta, Maria non si fosse accorta di nulla. Questo sospetto risultava particolarmente atroce per lei, che aveva costruito la propria carriera e reputazione sul rispetto delle regole e del dovere.

I rapporti all’interno della famiglia Carlomagno erano stati segnati da una frattura profonda, che durava da almeno quattro anni. Maria aveva spiegato al procuratore che Claudio si era allontanato dalla famiglia, legandosi quasi esclusivamente alla famiglia della moglie. I contatti tra padre e figlio erano limitati alla gestione della ditta di scavi, ma la distanza emotiva era evidente. Questo riavvicinamento forzato, avvenuto nel contesto di una tragedia, sembra aver spinto i due coniugi a una resa definitiva. Il loro ultimo grido di dolore pubblico, “Scusateci per quello che ha fatto nostro figlio”, rappresenta il loro disperato tentativo di giustificarsi prima di ritirarsi nel silenzio del garage e porre fine a un’esistenza diventata insopportabile.

La scoperta dei corpi di Pasquale e Maria ha scosso profondamente la comunità di Anguillara Sabazia, che ora si trova a fare i conti con una tragedia familiare di proporzioni inimmaginabili. Gli investigatori continuano a lavorare per fare chiarezza su quanto accaduto, mentre la famiglia Carlomagno rimane al centro di un caso che ha catturato l’attenzione dell’opinione pubblica e sollevato interrogativi su come le dinamiche familiari possano deteriorarsi in situazioni di crisi.



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