Veronica Abrami è deceduta nei giorni scorsi a Trieste, dopo aver lottato per anni contro un astrocitoma G4 multifocale, uno dei tumori cerebrali più aggressivi. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dal fratello Andrea, che ha condiviso un messaggio toccante sui social media: “Stasera chi crede preghi, tutti gli altri guardino il cielo e cerchino la stella più luminosa. Veronica nostra, Veronica mia. Ti ameremo per sempre.”
La storia di Veronica ha commosso molti, diventando virale online grazie alla sua lotta contro la malattia e al supporto della famiglia e degli amici. Andrea aveva avviato una campagna di crowdfunding per sostenere le spese delle cure, riuscendo a raccogliere oltre 60.000 euro per affrontare i costi elevati delle terapie sperimentali.
La diagnosi di Veronica era arrivata nel marzo di tre anni fa, quando le era stato diagnosticato un astrocitoma G4. Da quel momento, la sua vita era cambiata drasticamente, trascorrendo lunghi periodi tra esami, terapie e speranze di guarigione. Inizialmente, le cure tradizionali, tra cui chemio e radioterapia, sembravano funzionare, ma con il passare del tempo la loro efficacia è diminuita, costringendo Veronica a cercare opzioni terapeutiche alternative.
La giovane, che in passato aveva praticato basket e lavorava in tribunale, si era rivolta a diverse strutture sanitarie per ricevere le migliori cure disponibili. Dopo essere stata visitata presso il CRO di Aviano e successivamente a Udine dall’equipe del professor Miran Skrap, si era affidata al Centro medico Serena di Padova, dove aveva intrapreso numerose sedute di trattamento. La campagna di crowdfunding lanciata da Andrea aveva visto la partecipazione di centinaia di persone e associazioni locali, unite nel sostegno alla causa.
Negli ultimi mesi, tuttavia, le condizioni di Veronica sono peggiorate, portando alla necessità di un ricovero presso la clinica Pineta del Carso, dove, purtroppo, ha perso la vita. La notizia della sua morte ha suscitato un forte cordoglio nella comunità, con molte persone che hanno voluto esprimere il loro affetto e la loro vicinanza alla famiglia.
L’impatto della malattia di Veronica ha messo in luce non solo il coraggio e la determinazione della giovane, ma anche la resilienza della sua famiglia e dei suoi amici. La loro lotta contro il cancro ha rappresentato una testimonianza di amore e solidarietà, che ha ispirato molti a unirsi per sostenere la causa e contribuire alla raccolta fondi.
La scomparsa di Veronica segna una perdita significativa non solo per i suoi cari, ma anche per la comunità di Trieste, dove era conosciuta e apprezzata. La sua storia è un richiamo alla necessità di maggiore consapevolezza e sostegno per le persone affette da malattie gravi e per le loro famiglie, che affrontano sfide enormi ogni giorno.



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