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Milano‑Cortina, polemica sugli agenti dell’ICE per la sicurezza Usa: Sala: «Non li voglio in Italia»



In vista dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, è stata confermata la presenza di alcuni agenti dell’Ice, l’agenzia di polizia anti immigrazione degli Stati Uniti, che assisteranno la delegazione statunitense. Sebbene non saranno responsabili delle operazioni di sicurezza, gli agenti dell’Ice, parte della Homeland Security Investigations, supporteranno il servizio di sicurezza diplomatica del dipartimento di Stato americano. Questa collaborazione avverrà nel contesto della verifica e mitigazione dei rischi legati a organizzazioni criminali transnazionali, mantenendo comunque la titolarità italiana su tutte le operazioni di sicurezza.



La decisione di inviare un distaccamento di agenti è stata comunicata da fonti qualificate dell’ambasciata statunitense, e si inserisce in un quadro di cooperazione simile a quella già attuata in occasione di eventi olimpici precedenti. Tuttavia, è importante sottolineare che gli agenti non potranno svolgere operazioni di controllo sul territorio italiano o in altri Paesi stranieri.

Questa notizia arriva in un momento di grande fermento politico, con un acceso dibattito che ha caratterizzato la giornata tra Roma e Milano. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha cercato di placare le polemiche, affermando che “è una polemica sul nulla”. Piantedosi aveva precedentemente mostrato apertura riguardo all’arrivo di un nucleo di agenti di scorta, ma ha ribadito che “gli americani non hanno ancora comunicato l’elenco delle presenze di chi sarà alle Olimpiadi, ma, qualsiasi esso sia, l’Ice non opererà mai sul territorio italiano in quanto tale”.

Il riferimento a “in quanto tale” è fondamentale per comprendere la posizione del ministro, che ha chiarito come gli agenti dell’Ice possano unicamente occuparsi di compiti di protezione per atleti e personalità statunitensi. Questa precisazione è stata necessaria dopo le recenti indiscrezioni riguardanti l’arrivo a Milano-Cortina della forza di polizia coinvolta in eventi controversi, come l’uccisione di Renee Good e Alex Pretti.

L’inserimento di agenti dell’Ice nel contesto delle Olimpiadi ha sollevato interrogativi sulla sicurezza e sull’operato delle forze di polizia statunitensi all’estero, in particolare in un momento in cui le tensioni sociali e politiche sono elevate, come dimostrato dagli eventi recenti a Minneapolis. Le autorità italiane hanno garantito che la sicurezza dell’evento sarà gestita esclusivamente dalle forze locali, con il supporto degli agenti americani limitato a compiti di protezione.

La presenza di agenti dell’Ice, sebbene non coinvolti nelle operazioni di sicurezza, rappresenta comunque un segnale della cooperazione internazionale in materia di sicurezza durante eventi di grande importanza come le Olimpiadi. Tuttavia, è fondamentale che le autorità italiane mantengano il controllo totale sulla sicurezza, per garantire la protezione di tutti i partecipanti e spettatori.

Il dibattito politico che si è sviluppato attorno a questa questione evidenzia le preoccupazioni riguardanti l’immigrazione e la sicurezza pubblica, temi che continuano a generare divisioni e discussioni accese nel paese. La scelta di includere agenti dell’Ice è vista da alcuni come una misura necessaria per garantire la sicurezza, mentre altri temono che possa portare a tensioni ulteriori.

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi, le autorità italiane e statunitensi dovranno lavorare insieme per garantire un evento sicuro e ben organizzato. La collaborazione tra i due paesi in materia di sicurezza è cruciale, ma dovrà essere gestita con attenzione per evitare malintesi e garantire che tutte le operazioni siano condotte nel rispetto delle leggi italiane.



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