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Delirio Lucarelli sulle violenze di Torino: accusa la Polizia e viene sommersa dagli insulti



Condanno la violenza esercitata sul poliziotto ieri a Torino, e non ci sono giustificazioni (neanche per gli stessi poliziotti che ieri manganellavano o lanciavano lacrimogeni altezza uomo).
Esiste però il contesto, un contesto che politica, giornalismo e la maggior parte della società civile non hanno mai condannato tanto quanto la violenza contro un poliziotto, ieri.
Il contesto è il seguente: a Torino va avanti da anni la repressione di ogni forma di dissenso con daspo, perquisizioni inutili, fogli di via, detenzioni preventive a casa e in carcere per ragazzi (ma anche adulti) incensurati e giovanissimi, processi farsa, arresti facili e intimidazioni varie.
In molti casi questi ragazzi e adulti hanno dovuto affrontare domiciliari o detenzioni per poi vedere la loro posizione archiviata o essere assolti.
A questo vanno aggiunte manganellate e pestaggi spesso su ragazzi pacifici e pure minorenni che manifestano, talvolta vere e proprie mattanze con esiti terribili tra fratture e ricoveri anche in codice rosso.
Anche molti ragazzi di Askatasuna sono stati perseguitati ingiustamente, accusati persino di associazione a delinquere e costretti a subire un processo con un’accusa enorme che è ovviamente caduta alla fine del terribile percorso giudiziario.
Per questo esprimo solidarietà al poliziotto ma retwitto le tante cose che ho raccontato in questi anni su quello che accade a Torino.
Perché esprimere solidarietà mi sta bene, decontestualizzare no.





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