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Meloni sul caso Pucci: “Se colpiscono me è satira, ma se tocca a loro è sessismo”



In un’intervista recente, Giorgia Meloni ha affrontato la polemica riguardante il ruolo della satira politica, in particolare in relazione al Festival di Sanremo. La presidente del Consiglio ha espresso il suo disappunto per il “doppiopesismo” che percepisce nella sinistra, sottolineando come questo atteggiamento sia diventato una costante nel dibattito pubblico. “Non sopporto il doppiopesismo. È un principio insopportabile. È davvero la cifra della sinistra, la usano sempre. E non ci sto,” ha dichiarato con fermezza.



Meloni ha chiarito di non essere una grande fan del comico Andrea Pucci, di cui ammette di aver conosciuto poco prima della controversia. Ha affermato di non essere a conoscenza dei suoi sketch in cui il comico ha preso di mira Elly Schlein, accusandolo di praticare body shaming e di non preoccuparsi del politicamente corretto. La presidente ha citato alcune vignette critiche pubblicate sul Fatto Quotidiano, in cui veniva rappresentata in modo satirico, con battute che toccavano temi delicati e politici.

In particolare, ha menzionato vignette in cui appariva inginocchiata o con battute ironiche riguardanti il suo sostegno all’Ucraina. “Queste sono cose che disegnano o dicono su di me: questo si può fare? Parlano di sessismo e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?” ha chiesto, evidenziando una percezione di ingiustizia nel trattamento riservato alla sua figura rispetto ad altri politici.

Il discorso si è poi spostato su un tema più ampio: il ruolo della politica nella partecipazione degli artisti al Festival di Sanremo. Meloni ha dichiarato di essere contraria all’uso di palcoscenici come quello di Sanremo per questioni politiche. “Io sono in generale per tenere la politica fuori da Sanremo. L’utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c’entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato,” ha affermato, specificando che questo principio vale sia per i politici di sinistra che per quelli di destra.

Ha continuato spiegando che, se Pucci avesse partecipato al Festival, avrebbe dovuto essere invitato a non parlare di politica. Tuttavia, ha condannato l’idea di minacciare la censura su di lui solo perché non si condivideva il suo stile. “Minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato. Inaccettabile,” ha ribadito Meloni, sottolineando che questo comportamento è incoerente rispetto ai principi di libertà di espressione.

Inoltre, ha evidenziato una differenza importante: “Noi, a differenza loro, non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico.” Con queste parole, Meloni ha voluto affermare la posizione del suo partito, Fratelli d’Italia, rispetto alla libertà di espressione, anche quando si tratta di satira politica.

La questione ha sollevato un ampio dibattito nel panorama politico e mediatico italiano, con molti che si sono schierati a favore o contro le affermazioni della presidente del Consiglio. Da un lato, i sostenitori di Meloni applaudono la sua fermezza nel difendere il diritto alla libertà di espressione, mentre dall’altro, i critici sostengono che la sua posizione possa essere vista come una forma di difesa di comportamenti sessisti e offensivi.



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