Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che istituisce una lista di Paesi terzi sicuri a livello europeo con 408 voti favorevoli, 184 contrari e 60 astenuti. Inoltre, ha votato con 396 voti favorevoli, 226 contrari e 30 astenuti la revisione del concetto di Paese d’origine sicuro.
La sinistra ha espresso forte disappunto per queste decisioni. L’eurodeputata Ilaria Salis ha invitato i suoi follower su Instagram alla “disobbedienza civile”. In un post, ha dichiarato: “Da oggi la distruzione finale del diritto d’asilo è un fatto compiuto, sancito dalla Santa Alleanza tra centro ed estrema destra al Parlamento europeo. Quei pochi che, seduti nei banchi della sinistra dell’emiciclo, hanno votato a favore di queste misure dovrebbero semplicemente vergognarsi”.
L’eurodeputata Salis ha inoltre affermato: “Passa la linea dei respingimenti e delle deportazioni di massa. Passa la linea dei centri in Albania, in Rwanda e chissà dove ancora. Passa la linea razziale sulle migrazioni, che già fu dell’Australia e di Israele. Che vergogna, Europa. Oggi si è scritta forse una delle pagine più tristi nella storia di un continente che, dopo la Seconda guerra mondiale e milioni di profughi, aveva promesso ‘mai più’. Il fascismo, oggi, non è tanto un regime politico quanto una deriva: la tendenza a spostare sempre un po’ più in là – sempre più a destra, e dunque sempre più in basso – l’asticella dei diritti. La disobbedienza civile non è più un’opzione, diventa una necessità. Per restare umani”.
L’Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) ha commentato: “Oggi è una giornata drammatica per chi continua a credere nei valori dell’Ue. Con il voto di oggi all’Europarlamento il diritto d’asilo è stato di fatto cancellato, per fare posto alla disumanizzazione delle persone che migrano, grazie all’ennesima convergenza dei popolari con l’estrema destra. Avs si oppone con fermezza allo smantellamento del diritto d’asilo. La revisione del concetto di paese terzo sicuro consentirà il trasferimento forzato di persone verso stati fuori dall’Ue”.
L’istituzione di una lista europea di paesi di origine sicuri comporterà l’accelerazione del processo di rigetto delle domande di asilo presentate da centinaia di migliaia di individui, con conseguente rischio di deportazioni di massa. È opportuno ricordare che i respingimenti collettivi costituiscono una violazione del diritto internazionale e che le domande di asilo devono essere valutate e decise individualmente.
Inoltre, si ritiene particolarmente grave la presunzione automatica di sicurezza attribuita ai Paesi candidati all’adesione all’Unione Europea. Tale scelta appare funzionale all’attuazione dell’accordo tra Italia e Albania relativo ai centri di detenzione, con l’obiettivo di aggirare diverse sentenze emesse dai tribunali italiani e dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.



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