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Scontro in diretta tra Vannacci e Calenda sulle armi all’Ucraina: la replica col “vero nome”



Il Generale Roberto Vannacci ha criticato in diretta Carlo Calenda, definendolo “Re Mida al contrario” e invitandolo, in modo provocatorio, a combattere in Ucraina.  Il Generale Vannacci ha precisato di non essere filo-russo, bensì “pro Italia e pro Europa”, esprimendo preoccupazione per le conseguenze economiche della guerra sulle famiglie europee e per l’invio di armi, giudicato strategicamente inefficace.



Il Generale Vannacci ha sottolineato come, dopo anni di sostegno militare, la strategia adottata nei confronti dell’Ucraina non abbia prodotto risultati concreti, trasformando il confronto politico in un acceso scontro personale con Calenda.

A L’aria che tira, si è verificato un acceso confronto tra il Generale Roberto Vannacci e il Senatore Carlo Calenda, culminato in pesanti accuse reciproche. Il Senatore Calenda ha definito il Generale Vannacci un “traditore della patria”, in riferimento alle sue dichiarazioni sui social media e alla sua posizione sull’Ucraina, che Calenda interpreta come filo-russa. Il Generale Vannacci ha replicato con fermezza, affermando di agire nell’interesse dell’Italia e non di sostenere il Presidente russo Vladimir Putin.

Il Generale Vannacci ha inoltre difeso la propria autonomia politica, ribadendo che i voti ottenuti alle elezioni sono attribuibili alla sua persona e non al partito Lega, che lo ha sostenuto nelle liste elettorali.  Ha presentato dati statistici a supporto della sua tesi, evidenziando il significativo divario di preferenze tra lui e la candidata della Lega, la Senatrice Sardone, nella circoscrizione Nordovest.  Secondo il Generale Vannacci, questo risultato dimostra che il consenso elettorale si concentra sulla figura del candidato indipendente, al di là delle logiche di partito.

Il Senatore Calenda ha proseguito il suo attacco, definendo il Generale Vannacci un “patriota di Putin” e un “traditore della patria”,  ribadendo la sua posizione critica sulla gestione della crisi ucraina da parte del Generale.

Il senatore Calenda si esprime con chiarezza e decisione, senza lasciare spazio a ambiguità.  Nel suo intervento, critica aspramente il generale Vannacci, sottolineando che gli ucraini combattono per la propria patria, un concetto che dovrebbe essere chiaro a un ex generale.  Calenda elogia il coraggio dimostrato dagli ucraini nel loro conflitto.

Successivamente, Calenda affronta direttamente la posizione del generale Vannacci, affermando di riconoscerne da tempo la coerenza nel supporto alla Russia, anche durante il suo servizio militare.  Egli si interroga sulla compatibilità di tale posizione con l’appartenenza a uno Stato membro della NATO.

Calenda prosegue affermando che Vannacci è sostenitore di Putin da quando prestava servizio militare in Russia, una posizione che mantiene anche nella sua attuale attività politica.  Conclude il suo intervento con un riferimento all’articolo 243 del codice penale italiano, relativo all’intelligenza con lo straniero, invitando a una sua approfondita analisi.

Anche Gianfranco Fini critica il generale Vannacci, sebbene il suo intervento sia stato registrato in precedenza e trasmesso successivamente per consentire un confronto con Vannacci stesso. Fini riconosce il successo elettorale di Vannacci, ma sottolinea che il sostegno degli elettori è rivolto al partito, non al singolo candidato.  Critica inoltre l’utilizzo da parte di Vannacci di risorse del partito per la sua attività politica a Bruxelles.

Il giornalista Arditti, presente in studio, introduce una prospettiva futura, interrogandosi sulla posizione politica di Vannacci in vista delle elezioni del 2027.  Si chiede se Vannacci continuerà a operare all’interno della coalizione guidata da Giorgia Meloni o se intraprenderà un percorso politico autonomo.

Il generale Vannacci replica alle accuse, affermando di non essere pro Putin o pro Russia, ma pro Italia ed Europa, sottolineando che le conseguenze economiche del conflitto ricadono sull’Europa.

Rilancia sul suo progetto politico affermando: “Il mio partito si propone come interlocutore privilegiato del centrodestra, rappresentando una destra autentica, orgogliosa e fiera, che avanza portando avanti tematiche identitarie, economiche e sociali tipiche della destra, senza compromessi. Da una figura come Fini non accetto lezioni.”

Lo scontro raggiunge il culmine quando Calenda torna all’attacco con veemenza: “Vannacci, noi abbiamo investito risorse per la difesa dell’Europa. Se non comprende questo, significa che abbiamo speso denaro inutilmente. Gli ucraini non richiedono il nostro intervento diretto, bensì le risorse necessarie per difendersi autonomamente. Lei è l’unico patriota di Putin e, in quanto tale, tradisce la patria.”

Vannacci replica con il suo ragionamento sull’Ucraina: “Calenda non mi insegna a essere patriota. L’Europa sta sacrificando la propria libertà a favore di uno stato che non ne è membro. Cipro è occupata dalla Turchia, fa parte dell’Europa, eppure non si interviene per liberare Cipro dai turchi.”

Conclude rivendicando di rappresentare gli interessi degli italiani: “Poiché gli italiani preferirebbero che queste risorse fossero destinate a pensioni, sanità e rilancio economico, io rappresento esattamente questi cittadini.”



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