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Armi private senza licenza per carabinieri, vigili e poliziotti: la nuova circolare del Viminale



Il ministero dell’Interno ha recentemente reso possibile per gli agenti di pubblica sicurezza l’acquisto e il porto di armi personali, diverse da quelle in dotazione, senza necessità di una licenza. Questa novità è stata introdotta attraverso una circolare datata 5 febbraio, che ha finalmente attuato una disposizione prevista dal decreto Sicurezza approvato lo scorso anno dal governo di Giorgia Meloni. La norma era rimasta bloccata a causa dell’assenza dei regolamenti necessari per la sua implementazione.



Secondo quanto stabilito dalla circolare, gli agenti di pubblica sicurezza possono ora portare armi anche quando non sono in servizio. Questa opportunità, precedentemente riservata a dirigenti, ufficiali e magistrati, si estende ora a quasi 400.000 persone, inclusi carabinieri, forze di polizia, guardie di finanza, forestali e agenti della polizia penitenziaria. Inoltre, la norma si applica anche agli agenti di polizia locale riconosciuti dal Prefetto e dotati di arma di ordinanza.

L’articolo 28 del decreto Sicurezza specifica che gli agenti possono portare “senza licenza” armi come fucili, pistole di qualsiasi misura e anche bastoni animati con lama di almeno 65 centimetri. Tuttavia, per la polizia locale, esistono limitazioni geografiche: i vigili urbani possono portare l’arma di ordinanza solo all’interno del territorio comunale, e la stessa regola vale per le armi private.

La circolare chiarisce che non è necessario possedere titoli autorizzativi speciali per acquistare armi. Gli agenti devono semplicemente presentare il loro tesserino professionale al momento dell’acquisto presso i negozi di armi. La registrazione della vendita dovrà essere effettuata, annotando i dati della tessera professionale. Per gli agenti della polizia locale che non hanno indicato sul tesserino la qualifica di agente di pubblica sicurezza, sarà richiesta altra documentazione per dimostrare la loro idoneità.

Nonostante la semplificazione delle procedure, rimane un limite sul numero di armi che un agente può detenere: massimo tre. Inoltre, sebbene non ci sia un obbligo legale esplicito di denunciare l’acquisto di un’arma privata, il Viminale consiglia che le armi portabili diverse da quelle d’ordinanza debbano essere comunicate all’Autorità di pubblica sicurezza. Questo è fondamentale affinché le autorità possano monitorare chi detiene armi e dove queste sono conservate, soprattutto considerando il numero potenzialmente elevato di persone che ora hanno accesso facilitato alle armi.

Per procedere con la denuncia, gli agenti devono comunicare l’acquisto entro 72 ore all’ufficio locale di pubblica sicurezza o ai carabinieri. Tale denuncia sarà registrata nella banca dati del Ced Interforze del ministero dell’Interno.

Questa nuova disposizione ha suscitato diverse reazioni e dibattiti riguardo alla sicurezza e alla gestione delle armi nel paese. La possibilità per un numero così elevato di agenti di portare armi personali senza licenza potrebbe avere implicazioni significative per la sicurezza pubblica e per la gestione delle armi stesse.



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