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Famiglia nel bosco, lettera della madre al Tribunale: “I miei figli si stanno perdendo, colpa delle tutrici”



Catherine Birmingham, madre della cosiddetta “famiglia nel bosco”, ha presentato una lettera al Tribunale per i minori dell’Aquila, esprimendo la sua profonda preoccupazione per il benessere dei suoi tre figli, attualmente collocati in una casa famiglia a Vasto. In seguito alla perdita temporanea della patria potestà, avvenuta a novembre, Catherine ha accusato la tutrice e la curatrice dei bambini di non aver tenuto conto del loro stato psicologico e del trauma subito a causa della separazione dai genitori.



Nella lettera, Catherine descrive la situazione drammatica in cui si trovano i suoi figli, sottolineando come la separazione abbia causato loro gravi disagi. La madre lamenta di dover assistere alla distruzione e all’ansia crescente nei suoi bambini, affermando: “Ho dovuto guardare la completa distruzione, il trauma e l’ansia costante crescere nei miei tre figli, ogni giorno per quasi tre mesi.” Attualmente, Catherine ha la possibilità di vedere i figli solo in orari prestabiliti, mentre il padre, Nathan Trevallion, può visitarli quattro volte a settimana.

Secondo la madre, i bambini mostrano comportamenti preoccupanti, come rompere oggetti e farsi male, e manifestano una chiara sofferenza psicologica. “Sono costretta a vederli rompere le cose, farsi male, farsi del male a vicenda, disegnare aggressivamente sui muri,” ha scritto Catherine, evidenziando il trauma, la depressione e l’ansia di cui i bambini soffrono fin dal primo giorno di separazione.

La lettera di Catherine, pubblicata dal quotidiano Il Centro, andrà ad arricchire il fascicolo che i giudici utilizzeranno per decidere se restituire i bambini ai genitori. Questo fascicolo includerà anche le perizie attualmente in corso sui genitori e sui bambini, oltre alla valutazione già effettuata dall’équipe di Neuropsichiatria Infantile dell’ASL di Vasto, che ha certificato il disagio e la sofferenza dei bambini a causa della separazione dai genitori.

Catherine ha anche denunciato che le richieste di aiuto dei suoi figli sono state ignorate: “Le loro richieste d’aiuto sono state ignorate, liquidate, non credute e purtroppo non è stata intrapresa alcuna azione in loro favore.” Inoltre, ha accusato la struttura di aver fornito ai bambini zucchero, istruzione e siringhe, insinuando che ci siano state menzogne sul suo impegno per garantire un insegnante al momento della loro uscita dalla casa famiglia.

La madre ha descritto l’angoscia vissuta dai figli a causa della “separazione forzata” e ha accusato gli assistenti sociali di aver mentito. Catherine ha anche affermato che i bambini sono stati “usati adolescenti per bullizzarli”, evidenziando la preoccupazione per la loro sicurezza e benessere.

Questa preoccupazione è condivisa anche dallo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente nominato dalla difesa dei Trevallion. In un’intervista a Fanpage.it, Cantelmi ha spiegato che i bambini, di 6 e 8 anni, necessitano di socializzazione, ma che la presenza di adolescenti problematici e adulti sconosciuti nella casa famiglia potrebbe rappresentare un problema. “È evidente che questa strada non può essere percorsa ancora a lungo,” ha affermato lo psichiatra.

Catherine ha concluso la sua lettera chiedendo il ritorno immediato dei bambini a casa: “I bambini devono essere immediatamente restituiti alla madre e al padre, dove possono iniziare a guarire da questo stato incredibilmente traumatico che tutti e tre vivono ogni giorno!” Questa richiesta riflette la sua determinazione a garantire un ambiente sicuro e amorevole per i suoi figli, lontano dalla situazione attuale che considera dannosa.



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