Patrizia, madre del piccolo Domenico, ha affrontato con grande forza il rifiuto degli esperti di procedere con un nuovo trapianto di cuore per suo figlio. In una dichiarazione toccante, ha affermato: “Gli esperti hanno deciso di no, quindi non ci sarà un nuovo trapianto. Però, finché mio figlio respira, è vivo, quindi non lo lascio”. Ieri, ha trascorso l’intera giornata all’ospedale Monaldi di Napoli, accanto a Domenico, sperando fino all’ultimo in un esito positivo.
La giornata è stata caratterizzata da forti emozioni per Patrizia. Ha vissuto un passaggio da una nuova speranza di salvezza alla delusione, passando dalla possibilità di un secondo trapianto alla triste realtà di un parere negativo. Ha avuto l’opportunità di pregare con il cardinale Domenico Battaglia, che si è unito a lei e al bambino. “Mi ha chiamato di nuovo anche in serata e mi ha detto che verrà tutti i giorni qui a pregare con me”, ha raccontato Patrizia, esprimendo gratitudine per il supporto ricevuto.
Tuttavia, secondo il team di esperti, le condizioni del piccolo Domenico non gli consentirebbero di sopravvivere a un nuovo intervento chirurgico. Attualmente, il bambino è mantenuto in vita da un macchinario che, purtroppo, danneggia progressivamente i suoi organi. “Non so se chiederemo altri pareri. Adesso la testa è da un’altra parte, poi parlerò con il mio avvocato e valuteremo”, ha aggiunto Patrizia al termine di quella che è stata una delle giornate più lunghe dal 23 dicembre.
Patrizia è arrivata all’ospedale Monaldi di Napoli di primo mattino, accompagnata dal marito, che l’ha supportata durante l’intera giornata. I due hanno atteso con ansia la decisione degli esperti nei corridoi dell’ospedale, mantenendo informati i loro legali, Francesco Petruzzi e Angelo Riccio, e i familiari a casa. Tutti hanno vissuto la giornata con il fiato sospeso, sperando in un esito positivo riguardo alla trapiantabilità di Domenico. La situazione è stata ulteriormente alleggerita dalla presenza dell’arcivescovo di Napoli e dall’abbraccio simbolico dell’intera comunità, che ha atteso insieme a loro il responso, purtroppo negativo.
La decisione finale è stata accolta da Patrizia con un pianto composto, mentre si abbracciava al marito. Fino a sera, ha atteso la consegna dei documenti e della relazione medica che confermava che Domenico non potrà essere sottoposto a un nuovo trapianto. Rientrando a casa, Patrizia ha espresso la necessità di essere forte, poiché ha altri due bambini da accudire. Poco dopo il responso negativo, il Governatore della Campania, Roberto Fico, è giunto all’ospedale. “Ho chiesto al presidente Fico che venga ricordato mio figlio e che tutto quello che è successo non sia dimenticato. Questo me lo devono, affinché non accada mai più”, ha dichiarato Patrizia.
Durante una seduta del Consiglio regionale, prima di recarsi in ospedale, il presidente Fico ha affermato: “Il pensiero è prima di tutto al bambino e alla famiglia, poi verrà tutto il resto. È una vicenda molto dolorosa, l’istituzione deve essere sempre rispettosa e lavorare nell’interesse pubblico, in questo caso l’interesse anche della famiglia”. Ha inoltre attivato i massimi poteri di vigilanza e controllo della Regione, inviando una relazione di 290 pagine al ministro Schillaci, con il quale aveva già programmato un incontro.
Il dolore per la situazione di Domenico è condiviso da molti. Oggi, alle 18:30, si svolgerà una fiaccolata a Nola, in Piazza Duomo, in onore del piccolo. “Essere vicini a questa famiglia — hanno dichiarato il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano — è per noi un dovere. Questa vicenda ha toccato nel profondo ogni campano”.
Nel frattempo, continuano le indagini per accertare eventuali responsabilità nella gestione della vicenda. “Non commento per il momento”, ha dichiarato Patrizia, il cui pensiero rimane focalizzato su Domenico e sulla sua vita che si spegne lentamente. Ha descritto il suo “piccolo guerriero” come una fonte di ispirazione, soprattutto negli ultimi due mesi, durante i quali ha dimostrato una resilienza straordinaria, riuscendo a sopravvivere anche a un trapianto con un cuore lesionato.



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