Nessy Guerra, una donna italiana attualmente bloccata in Egitto con la figlia, è stata recentemente condannata a sei mesi di carcere per adulterio, a seguito delle accuse mosse dal suo ex marito, Tamer Hamouda. Dopo aver appreso la sentenza, Nessy ha dichiarato: “Non sto bene, diciamolo chiaro”, esprimendo il suo profondo disagio per la situazione.
Il 18 febbraio, si è tenuta l’ultima udienza del processo per adulterio, un caso che era già stato discusso in precedenza e archiviato, ma che è stato riaperto dopo che Hamouda ha presentato testimoni, alcuni dei quali avrebbero fornito dichiarazioni false. Nessy ha spiegato: “Quest’anno il mio ex marito è riuscito a portarla avanti con testimoni falsi, uno dei quali ha dichiarato di aver commesso questo reato con me”.
Tamer Hamouda, padre della figlia di Nessy, ha un passato criminale significativo, essendo stato condannato in Italia per reati gravi, tra cui percosse e stalking. La storia tra i due risale al 2021, quando decisero di trasferirsi in Egitto per iniziare una nuova vita insieme. Tuttavia, le cose sono rapidamente deteriorate: dopo la nascita della loro figlia, Hamouda ha mostrato comportamenti violenti, culminando in un tentativo di aggressione nei confronti di Nessy.
Dopo la fuga di Nessy dalla violenza domestica, è iniziato un lungo incubo legale. Hamouda ha accusato Nessy di adulterio e ha avviato una battaglia legale per ottenere l’affidamento della loro figlia. La condanna per adulterio è stata emessa dopo tre udienze, con la prima tenutasi il 31 dicembre e le successive il 28 gennaio e il 18 febbraio. Nessy ha commentato la sentenza, affermando: “Il mio avvocato mi ha detto che è molto bassa rispetto al reato, che prevederebbe 3-4 anni di carcere. Ma è una decisione totalmente ingiusta”.
Nessy ha anche sottolineato come siano state presentate prove a suo favore, incluse prove di estorsione ai danni di suo padre da parte di un testimone chiave. Questo testimone, prima di fornire la sua testimonianza, avrebbe richiesto denaro a suo padre per non testimoniare contro di lei. “Mio papà ovviamente si è rifiutato di pagare”, ha aggiunto.
La sentenza è arrivata come un colpo inaspettato per Nessy, la sua famiglia e il suo avvocato. “Nemmeno il Consolato italiano, con cui ho avuto da poco una chiamata, pensava che sarebbe andata in questo modo”, ha dichiarato, evidenziando la sorpresa generale riguardo all’esito del processo.
La situazione di Nessy e della sua bambina è ora ulteriormente complicata. “Come già si sa, io e mia figlia non viviamo tranquille, dobbiamo uscire di casa coperte e fare attenzione perché il mio ex marito paga le persone per scoprire dove abitiamo, cosa facciamo. Ora ci toccherà avere un occhio in più”, ha spiegato, evidenziando le difficoltà quotidiane che affrontano.
Il legale di Nessy sta preparando un ricorso contro la condanna, e ha confermato che, con il pagamento di una cauzione, Nessy potrà rimanere con la figlia mentre continua la battaglia legale per l’affidamento. La prossima udienza per l’affidamento è fissata per il 21 aprile. Nessy ha espresso preoccupazione riguardo all’impatto della condanna sulla causa per l’affidamento, affermando: “Spero che slitti perché temo che questa sentenza incida negativamente. Con il ricorso possiamo riuscire a dimostrare la mia innocenza, al contrario c’è invece il rischio che la bambina finisca nelle mani di Tamer”.



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