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Laura Pausini e la polemica su “Bella ciao”: scontro con la stampa dopo il rifiuto



Oggetto: Risposta alle osservazioni sul Festival di Sanremo



Gentile Sig. Ferrari,

Le scrivo in merito alle sue osservazioni sul recente Festival di Sanremo. Pur non avendo seguito l’intero evento, comprendo la sua curiosità riguardo al calo degli ascolti.

Gentile Sig. Ronzini,

Apprezzo il suo feedback sulla scelta di Laura Pausini come co-conduttrice. È importante ricordare che la ricerca dell’audience può talvolta portare a decisioni controverse.

Gentile Sig. Mancini,

La dichiarazione antifascista della signora Gianna, centenaria, ha effettivamente sorpreso Carlo Conti, che aveva cercato di mantenere un focus musicale, evitando temi politici.

Risposta di Aldo Cazzullo

Gentili lettori, desidero sottolineare che oltre la metà dei telespettatori erano sintonizzati su Sanremo, e il festival continua a essere oggetto di ampie discussioni sui social media e nei luoghi di ritrovo. Un certo calo degli ascolti era prevedibile. Il festival trae beneficio dall’innovazione e dalle polemiche; un festival presentato come convenzionale o normalizzato tende ad attrarre meno pubblico. Personalmente, ho apprezzato la conduzione di Carlo Conti.

Si è dimostrato un professionista eccellente, dotato della necessaria moderazione per l’evento. Ha compreso che, in Italia, può essere vantaggioso mostrarsi leggermente meno perfetti del previsto per mitigare sentimenti di ostilità e invidia. Al suo fianco, Laura Pausini ha espresso preoccupazione per le critiche ricevute sui social media, sebbene provengano da una minoranza. Tuttavia, la Pausini ha preso una posizione chiara.

Cordiali saluti,

Aldo Cazzullo

Il rifiuto di eseguire “Bella ciao” in un contesto televisivo spagnolo, ritenendola una canzone di natura politica e divisiva, nonostante sia un inno alla libertà mai intonato dai partigiani (a differenza di “Fischia il vento”, che può essere considerata una canzone di sinistra), ha condotto a una scelta di schieramento verso la destra anti-antifascista, attualmente molto diffusa, piuttosto che verso la democrazia cristiana, il liberalismo o il conservatorismo.

Pur essendo legittimo esprimere una preferenza politica, tale scelta comporta il sacrificio della possibilità di piacere a un pubblico più ampio. Il festival si è aperto con una serie di omaggi, rianimati dalla straordinaria performance della signora Gianna.

Tra le canzoni presentate, mancano i due capolavori dell’anno precedente, composti da Lauro e Cristicchi.  La critica ha apprezzato le esibizioni di Fulminacci e Ditonellapiaga, mentre il grande pubblico ha dimostrato maggiore interesse per Sal Da Vinci e Serena Brancale. Tommaso Paradiso vanta un seguito consistente, e Tredici Pietro presenta un brano adatto al contesto festivaliero. J-Ax e Samurai Jay hanno proposto stili musicali differenti.

Fedez e Masini rimangono i favoriti. La vera occasione mancata è stata la partecipazione di Can Yaman, a cui è stato scelto un abito inadeguato: uomo intelligente e autoironico, si è ritrovato vestito in modo simile a un buttafuori di una discoteca di provincia.  Al confronto, Kabir Bedi appariva come uno statista.



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